Gloria Pompili potrebbe aver lottato con il suo aguzzino. Forse, prima di essere picchiata a morte, ha lottato, ha parato i colpi, ha graffiato l'aggressore. Il nome di chi ha ucciso la ragazza di 23 anni di Frosinone potrebbe nascondersi sotto le unghia della donna.

Tra i diversi accertamenti compiuti per risalire all'identità dell'assassino ce n'è uno particolare e che riguarda appunto le unghie. Unghie che, durante l'autopsia, sono state repertate e sulle quali verranno effettuati approfonditi accertamenti per risalire al Dna di chi ha brutalmente malmenato Gloria. Il ragionamento della procura di Latina, competente per territorio a indagare sulla morte di Gloria, avvenuta a Prossedi, durante il viaggio di ritorno da Anzio a Frosinone, è che la donna potrebbe aver graffiato il suo aggressore in un estremo tentativo di sottrarsi ai colpi ricevuti. E magari sotto le unghie potrebbero esserci tracce utili a risalire all'aggressore. Sia a Frosinone che a Latina si continua a lavorare per risolvere il giallo. L'ipotesi più accreditata è che chi ha picchiato Gloria, fino a provocarle l'emorragia fatale, è qualcuno vicino a lei.

La pista dell'aggressione occasionale, perpetrata da uno sconosciuto, è stata ben presto abbandonata. E anche sulla questione della prostituzione gli investigatori cominciano a nutrire dubbi. Potrebbe essersi trattato di un depistaggio per sviare le indagini dalla giusta direzione. Dunque chi ha detto che la ragazza si prostituiva potrebbe averlo fatto per creare ulteriore confusione. E anche su questo si lavora. Come sui continui viaggi ad Anzio dove si trova la frutteria gestita dal cognato egiziano e di cui Gloria, stando ad alcuni documenti, risulterebbe intestataria. Conoscenti e persone vicine alla donna vengono interrogati. Alcuni sono stati convocati dai carabinieri di Frosinone, altri sono stati sentiti direttamente a Latina.

Si stringe il cerchio intorno a chi ha avuto una maggiore frequentazione per avere quanti più particolari utili a far fare all'indagine il salto di qualità. Le modalità del pestaggio, a calci e pugni, farebbero pensare a un motivo ben preciso. Ma sul movente nessuno si sbilancia. L'emorragia, provocata dalla rottura della costola che ha perforato fegato, milza e polmone, non può essersi originata troppo tempo prima. Gloria è stata picchiata poche ore prima. E dato che in macchina con lei oltre al cognato egiziano e la cugina, moglie di quest'ultimo, c'erano anche i due bambini, il tribunale per i minorenni di Roma ha adottato un provvedimento cautelare per collocare i bimbi in una casa famiglia con divieto di contatto con i familiari finché la storia non verrà chiarita.

Intanto madre, padre e fratello si sono rivolti all'avvocato Tony Ceccarelli per un'eventuale costituzione di parte civile al processo. Il padre dei bimbi, invece, si è rivolto agli avvocati Riccardo Masecchia e Giampiero Vellucci.