Zona devastata a Cervaro. Cenere e roccia al posto della vegetazione, degli uliveti e di altre coltivazioni nell'area di monte Trocchio. L'aria è ancora pesante ma non più irrespirabile come stanotte. Anche a Cassino quell'odore acre ha invaso la città mentre a ridosso del fuoco era al limite della sopportazione. Poco fa ancora focolai, uno sta diventando imponente, sempre nella pineta, in un'area non toccata dalle fiamme partite ieri mattina. E se i focolai riprendono vigore, il cielo plumbeo fa ben sperare gli abitanti che ieri e stanotte hanno difeso le loro abitazioni con tutte le forze. Intanto, sul posto sono tornati i mezzi aerei. 

Droni raven in volo nel nord della provincia. L'attività aerea, coordinata dal reggimento Cordenons di Sora, è ripresa di buon'ora stamattina. Gli speciali dispositivi, comandati da terra, nella giornata di ieri hanno individuato tre focolai e permesso ai vigili del fuoco di intervenire immediatamente. Poco fa l'arrivo della pioggia nella zona di azione da parte dell'esercito, ha sospeso ogni attività. Lavoro senza sosta anche oggi in prefettura dove si sta monitorando ogni singola situazione. Il prefetto Zarrilli, nel pomeriggio di ieri, ha affermato che la task force messa in campo in queste ore sta dando già i primi effetti. E i piromani iniziano a scoraggiarsi. Gli speciali droni, infatti, sono capaci di rilevare finanche le fonti di calore e, dunque, soggetti in movimento nelle aree che perlustrano. Il raggio di azione, infatti, è pari a dieci chilometri.