Si cerca tra la cerchia di amicizie di Gloria Pompili. L'inchiesta per risalire all'autore della violenta aggressione che ha portato alla morte della giovane frusinate prosegue senza sosta.
Gli investigatori, coordinati dal sostituto Luigia Spinelli della procura di Latina, competente per territorio (la morte della ventitreenne è avvenuta a Prossedi, su una piazzola di sosta) stanno interrogando familiari, amici e conoscenti della ragazza per ricostruire contatti, ma soprattutto gli ultimi giorni di vita. Stando a quanto emerso finora, i carabinieri vogliono scandagliare soprattutto le ultime ore di vita di Gloria. L'emorragia interna, provocata dalle botte, che ha interessato milza, polmone e fegato, non può esser cominciata troppe ore prima del decesso. Ed è per questo che si è deciso di circoscrivere in un tempo più breve i contatti che la ragazza ha avuto la sera tra mercoledì e giovedì dell'altra settimana.
Ieri, dunque, nel comando dei carabinieri di Frosinone sono stati convocati dei conoscenti di Gloria. I carabinieri sperano di ricevere informazioni utili sulla vita della ragazza, sulle sue frequentazioni, sui trascorsi e su quanto è a loro conoscenza che possa offrire degli spunti investigativi. I militari dell'Arma restano particolarmente interessati a ricostruire la giornata di mercoledì. Un modo anche per scremare la rosa dei possibili sospettati.
Se, inizialmente, i primi sospetti erano caduti su un cliente della prostituta, successivamente si è cambiato fronte, concentrandosi sulle persone che di Gloria potevano avere una conoscenza diretta. Chi l'ha picchiata con così tanta violenza doveva avere un motivo ben preciso, ragiona dalla procura di Latina. E quindi gli investigatori stanno lavorando sul movente. Ricostruire le motivazioni del delitto potrà tornare utile ad inchiodare il responsabile dell'uccisione di una mamma di due bambini in tenera età. Bambini, peraltro, presenti in auto con la madre e i suoi due accompagnatori (la cugina e il cognato, marito e moglie) proprio quando si è sentita male e ha cessato di vivere. Una tragedia nella tragedia.
Nei giorni scorsi i carabinieri avevano proceduto al sequestro degli abiti indossati dalla ragazza al momento della morte alla ricerca di tracce ematiche e di Dna di terze persone che abbiano partecipato alla brutale aggressione della donna. Un esame attraverso il quale, se le tracce salteranno fuori, si spera di poter risolvere il giallo.
Sulla base dell'esame sul cadavere della ventitreenne ciociara, eseguito dal medico legale Maria Cristina Setacci, è stata evidenziata la presenza di lesioni compatibili con calci e pugni sferrati con violenza, tali da causare la frattura di una costola e la perforazione di polmoni, fegato e milza.
In precedenza, nei giorni scorsi, erano stati sentiti circa quindici testimoni. I primi ad esser ascoltati sono stati la cognata e il marito, trovandosi in auto con Gloria al momento del decesso, quindi i familiari più stretti della donna (i quali, a loro volta, hanno incaricato dei legali di seguire la vicenda, l'avvocato Tony Ceccarelli per i genitori e il fratello, gli avvocati Riccardo Masecchia e Giampiero Vellucci per l'ex compagno della donna, in qualità di esercente la patria potestà sui bambini).