Non c'è mai fine al peggio. Le fiamme per tutta la notte tra lunedì e martedì hanno continuato a divorare monte Cairo, a Cassino. Squadre di vigili del fuoco, volontari della Protezione civile, dei Vds e tantissimi cittadini sono al lavoro senza sosta da settimane. Negli ultimi giorni, poi, la tragedia ha accomunato tutta la popolazione del Cassinate, la gente ha chiesto giorni di permesso e ferie dal lavoro e sta andando sulle montagne per offrire sostegno ai vigili e ai volontari: usano frasche, secchi di plastica, caricano i furgoni con beni di prima necessità, acqua e cibo per quegli uomini che dall'inizio dell'estate non hanno avuto un'ora di tregua.

Gli anziani, che su quelle montagne hanno investito i loro averi, che portavano le loro bestie al pascolo e che possiedono colline da decenni, si sono portati sui confini dei roghi. Hanno cercato di spegnere gli incendi anche a mani nude, ma le fiamme erano ingestibili e hanno divorato alberi altissimi. Al fianco dei vigili e dei volontari quegli uomini, quei "nonni" con le mani sporche e i volti neri di cenere segnati da righe di lacrime, hanno visto e sentito i loro animali morire. Tra questi cittadini anche Salvatore Panzini, un residente della popolosa frazione di Caira, in questi giorni è salito su monte Cairo e ha ripreso da vicino la tragedia.

«La montagna è devastata. La vegetazione è distrutta. I sentieri non esistono più - ha spiegato, esausto e con il volto coperto da una bandana per proteggere le vie respiratorie - Luoghi in cui siamo cresciuti, dove la domenica si veniva a fare trekking e scampagnate. Tutti gli steccati dei sentieri sono andati in cenere. Per tutta la popolazione del Cassinate questa è un'enorme tragedia, una ferita che forse non si rimarginerà mai. Ci vorranno decenni per rivedere la vegetazione rinvigorita, ma nei nostri cuori resteranno sempre le immagini della devastazione e il crepitìo delle fiamme». Intanto, i vigili del fuoco sono distrutti, stanchissimi ma non si tirano indietro davanti a nessuna difficoltà. Scappano da un comune all'altro, da una montagna a una collina, continuando a garantire assistenza per tutti gli altri interventi, domiciliari e stradali. Davanti a questa enorme tragedia è nato un esercito, composto da professionisti, volontari, cittadini. Uomini esausti che hanno dato tutto e che, ormai senza forze, continuano ad arrampicarsi e a lavorare. Ora quei terreni andranno bonificati e messi in sicurezza. Alberi e steccati pericolanti devono essere portati via e le carcasse degli animali morti devono essere smaltite. L'incubo non è ancora finito, dopo l'inferno arriveranno il freddo, la pioggia e la neve. Intanto, dalla Procura di Cassino sembra sia partita un'indagine per l'incendio che ha devastato monte Cairo. Quasi certa la matrice dolosa del disastro. Sui social foto e commenti impazzano.Tutti accomunati dall'amore per una terra ferita.