Il blitz è scattato nel boschetto di viale Parigi. È lì che, con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati arrestati due giovani di 29 e 31 anni, di Frosinone e Anagni. È lo stesso posto, dove sempre quest'estate, si erano susseguite altre operazioni. Nel giro di quindici giorni, nella seconda metà di luglio, otto persone sono finite in manette. Segno che, stando a quanto emerge dalle attività investigative, nella zona è presente una florida attività di spaccio. Conosciuta ai più e frequentata da chi cerca di rifornirsi di sostanze stupefacenti.
Questa volta sono stati i carabinieri del Nucleo radiomobile della compagnia di Frosinone, diretti dal luogotenente Angelo Pizzotti e coordinati dal maggiore Matteo Branchinelli, comandante della compagnia di Frosinone, a piombare di soppiatto nei pressi del boschetto. Lì hanno sorpreso due giovani che hanno provato, inutilmente, a darsi la fuga. Sono stati inseguiti e fermati quasi subito.
I due, poi condotti agli arresti domiciliari su disposizione del magistrato di turno della procura di Frosinone, sono stati identificati in Ivan D'Itri, 29 anni, frusinate, e Andrea Colacicchi, 31, anagnino.
In base a quanto ricostruito dagli uomini dell'Arma, i fermati sono accusati di aver detenuto, all'interno di un barattolo di plastica, diciassette dosi di cocaina cotta, già suddivise in bustine, per un peso complessivo di 2,6 grammi. Infatti, durante l'inseguimento l'anagnino veniva subito fermato, mentre il frusinate veniva bloccato dai militari della stazione di Frosinone Scalo appostati nelle vicinanze dopo aver tentato di nascondersi tra la vegetazione, rimanendo anche ferito. Stando alle accuse, aveva con sè il contenitore con le 17 dosi di cocaina, poi sequestrate. Trovata anche la somma in contanti di 270 euro, di vari tagli, nonché un taccuino, sul quale era riportata quella che gli investigatori dell'Arma ritengono essere la contabilità dell'attività.
Nel corso dell'udienza di convalida, davanti al giudice Sandro Venarubea, i due giovani, entrambi assistiti dall'avvocato Luigi Tozzi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il magistrato, dopo aver confermato il provvedimento, li ha rimessi in libertà con l'obbligo di firma per tre volte a settimana, uno a Frosinone e l'altro ad Anagni dove risiede. Nel frattempo, è stato dato incarico a un perito per valutare il principio attivo della sostanza stupefacente sequestrata. La prossima udienza si terrà il 23 ottobre quando inizierà il processo con il rito abbreviato, come richiesto dalla difesa.