Come in guerra. La notte non si dorme e il giorno bisogna stare attenti alle esplosioni degli ordigni bellici. Tutti in trincea con ogni mezzo per fermare il nemico: il fuoco. Di notte si scavano i solchi e le "tagliafuoco" a mano con le zappe e le pale, tra il fumo, per bloccare l'avanzata dell'incendio. Di giorno anche. Questo il bollettino tra le montagne di Viticuso, leggermente attenuato dalla pioggia di domenica. Ma la guardia resta alta tra i cittadini che da giorni sono in prima linea, con i vigili del fuoco e la protezione civile, per fare in modo che la situazione non precipitasse. Giovani e meno giovani, residenti e fuorisede, pattugliano il territorio organizzati in ronde, giorno e notte. Hanno creato il gruppo "Viticuso di fuoco" per coordinare gli interventi.

Il pericolo è dietro l'angolo come la scorsa notte, alle 2, quando un tronco in fiamme è arrivato sulla strada provinciale Viticuso-Cervaro. Oppure lo scorso pomeriggio quando tutti erano al fianco del sindaco Edoardo Fabrizio - impegnato sul "fronte" e in costante contatto con sala operativa regionale - che dalla propria cantina stava prendevo contenitori di acqua per fermare le fiamme nella vicina strada. Tutti sono in prima linea, come il fotoreporter amatoriale di Roma ma originario di Viticuso Edoardo Cascarino autore di diversi scatti che raccontano benissimo le difficoltà, e l'assessore Giovanni Tedeschi.

Il suo racconto è un bollettino di guerra.

«Mai nel nostro territorio si era verificato un incendio di tale violenza e grandezza - racconta Tedeschi - Sono ormai quattro giorni che viviamo lì, in mezzo quelle montagne per tentare nel nostro piccolo di domare quelle possenti fiamme. Il mio più grandegrazie vainfatti atutti quei volontari che giorno e notte non hanno mai mollato, sempre pronti ad affrontare ogni pericolo. Abbiamo vissuto questa esperienza, che se anche per un caso critico come questo, è stato bello vedere lo spirito e forza che avevamo. Tutti insieme, una squadra fortissima. Ci siamo condivisi tutto, dal pezzettino di pane per mangiare in fretta, alla poca acqua che avevamo per bere. È vero, noi non abbiamo vissuto la guerra ma lì, in mezzo a quei boschi, ci veniva da riflettere. Infatti, oltre a spegnere le fiamme, era una continua lotta per la sopravvivenza, tra le continue esplosioni di ordigni bellici e le grandi rocce che rotolavano a forte velocità».

Una corsa contro il tempo, tutto è utile per domare i roghi.

«È bello vedere come la comunità stia rispondendo in questo momento di difficoltà - ha affermato il sindaco Fabrizio - Gruppi di ragazzi, anche chi torna solo per l'estate, si sono messi a disposizione. Persone con frasche avanti a fiamme di due metri in zone dove ci bombe di guerra. Da tante notti non si dorme. Una dimostrazione di grande attaccamento al territorio per il quale non possiamo altro che dire grazie. Un ringraziamento anche ai vigili del fuoco e ai volontari della protezione civile sempre presenti».