Prostitute che continuano a ritagliarsi spazi lungo lo stradone industriale, nonostante sia entrata in vigore l'ordinanza che mette nel mirino la loro "attività lavorativa" e che punisce pesantemente anche i clienti. Venerdì notte e sabato notte, i militari della compagnia di Cassino - coordinati dal maggiore Silvio De Luca - hanno più volte controllato le strade del sesso a pagamento. Inevitabili i controlli alle lucciole e ai clienti. Oltre ai provvedimenti che hanno riguardato le "signorine", i carabinieri avrebbero pizzicato anche un uomo del posto alla ricerca di "distrazioni". Sarebbe questa la prima multa... in casa!

Gloria Pompili ci ha rimesso la vita. Uccisa a calci e pugni. E sono sempre più giovani e sempre più sfruttate le ragazze che vendono il proprio corpo per vivere. C'è chi lo fa in trasferta per evitare di essere scoperta. E chi ogni sera "passeggia" nella zona industriale del capoluogo. Una presenza che negli ultimi anni si è intensificata. Al punto da riacutizzare in città un problema che sembrava essersi ridimensionato. Per questo motivo forze dell'ordine, di polizia locale e sindaci hanno messo a punto una strategia comune per contrastare la tratta. A fungere un po' da deterrente per i clienti  ha contribuito, nelle ultime settimane, la decisione di multare chi le avvicina.  L'incremento è andato di pari passo con quello dei flussi di barconi con a bordo profughi che dall'Africa giungono nel nostro Paese. Del resto, le statistiche a livello nazionale indicano un aumento del 300 per cento di arrivi di donne dalla Nigeria, le quali, inevitabilmente, finiscono per essere ridotte in schiavitù lungo le nostre strade. A fare il punto sulla situazione, cercando di trovare una soluzione all'emergenza in atto, è il questore Filippo Santarelli.
Dottor Santarelli, sono iniziati, anche dopo l'ordinanza del sindaco Ottaviani, i controlli sulla area Asi. Quali sono gli obiettivi?
«Innanzitutto occorre precisare che si tratta di un'attività in termini di prevenzione, predisposta a seguito di varie riunioni del comitato dell'ordine e sicurezza pubblica, che ha coinvolto più soggetti. L'obiettivo, finalmente raggiunto, era quello di mettere insieme più sindaci. L'area Asi, infatti, riguarda Frosinone, Patrica, Supino, Morolo, Ceccano e Ferentino. Il coordinamento del prefetto ha funzionato in tal senso proprio con l'emissione di una serie di ordinanze. Per risolvere i problemi, lo diciamo sempre, bisogna fare squadra. E stavolta tutto è avvenuto mediante un tavolo tecnico».
Quali i primi risultati?
«L'ordinanza non colpisce soltanto le prostitute ma anche chi si ferma per contrattare il prezzo. Al momento abbiamo elevato quindici sanzioni per le ragazze e una per un cliente. Anche solo averne parlato ha rappresentato un deterrente.  Il fenomeno, in questi primi venti giorni, è diminuito. Il percorso, però, è molto lungo e presuppone valutazioni di carattere legislativo. È anche una questione di cultura delle persone».
Sono sempre più le ragazze straniere che arrivano a Frosinone in treno. C'è il sospetto che dietro di loro si nasconda un vero e proprio racket?
«Certamente. Tempo fa in prossimità del multisala Sisto ci fu una sparatoria tra albanesi e rumeni proprio legata al controllo e allo sfruttamento della prostituzione. E ora ci sono in corso indagini finalizzate a stroncare il fenomeno. Posso dire che una recente operazione della squadra mobile ha portato alla luce anche azioni violente: una ragazza è stata picchiata e costretta ad abortire e un'altra segregata in casa perché faceva resistenza. Abbiamo registrato casi di violenza sessuale da parte degli stessi aguzzini prima di avviare le loro vittime al mestiere».
Ma il giro d'affari a quanto ammonta?
«È di notevoli proporzioni. Il punto è che con i proventi della prostituzione si alimenta anche il mercato degli stupefacenti. Ma per vincere questa battaglia non bastano le forze dell'ordine».
Scusi, chi lo dovrebbe fare?
«Anche quelle persone che, andando con queste ragazze, arricchiscono la criminalità».

Perché Gloria Pompili è stata pestata con così tanta violenza, provocandole ferite talmente gravi da portarla alla morte? È questa la domanda che tutti si pongono fin da quando la Procura della Repubblica di Latina ha autorizzato i carabinieri a divulgare le prime risultanze dell'autopsia effettuata dal medico legale Maria Cristina Setacci, nella giornata di giovedì scorso, sul corpo della 23enne di Frosinone morta sulla 156 dei Monti Lepini, a Prossedi, nella notte fra il 23 e il 24 agosto, mentre faceva ritorno a casa.
Gli investigatori, infatti, nel ricercare l'autore dell'aggressione a colpi di calci e pugni, stanno anche lavorando senza fermarsi un attimo per rintracciare il movente di un così brutale pestaggio.
Non è ancora chiaro, infatti, chi e perché abbia messo a segno la «violenta aggressione con calci e pugni sferrati a mani nude - hanno dichiarato, in una nota, i militari del Comando provinciale di Latina - che hanno provocato la rottura di una costola e la perforazione di polmoni, fegato e milza». Traumi in diverse parti del corpo, dunque, talmente gravi da cagionare la morte della ragazza, con la Procura - in persona del pm Luigia Spinelli - che ha subito aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti.
Chiaramente, tutto passa attraverso la ricostruzione delle ultime ore di vita della 23enne: mercoledì mattina, infatti, Gloria aveva lasciato Frosinone con alcuni suoi familiari per raggiungere Anzio. Poi, al termine della giornata di lavoro, il ritorno a casa insieme al cognato egiziano, alla cugina e ai suoi due figli, ora orfani della mamma: un viaggio interrotto dalla morte nella piazzola di sosta della Monti Lepini, a Prossedi. In questo arco temporale, dunque, dovrebbe essere avvenuta l'aggressione: il motivo, come anticipavamo, non è ancora noto. Sicuramente, anche sulla base delle testimonianze raccolte, degli indizi in loro possesso e - forse - anche di quanto contenuto nel cellulare della ragazza - i carabinieri stanno seguendo diverse piste che possano portare a risolvere il caso. Di fatto, però, le indagini proseguono con il massimo riserbo, vista anche la delicatezza della situazione e i tanti aspetti da chiarire in una vicenda che appare piuttosto intricata.
L'obiettivo, quindi, è quello di capire il motivo delle botte sferrate con così tanto accanimento e - soprattutto - scoprire chi ha messo in atto un gesto tanto violento contro la giovane mamma ciociara.