Il caldo di questi giorni non deve far abbassare la guardia. Di fronte all'emergenza ambientale nella Valle del Sacco e, in previsione, dell'innalzamento dei valori di polveri sottili quando arriverà l'autunno, l'Associazione medici di famiglia per l'ambiente intende sensibilizzare gli amministratori locali. Lo fa con una lettera firmata dai medici Marzia Armida, Teresa Petricca, Benedetto Iannello e Giovambattista Martino.
«Frosinone appartiene, insieme ai paesi ripari del fiume Sacco, al Sin, ovvero al sito di interesse nazionale per la bonifica - si legge nel documento - Sin significa un territorio ai limiti della sopravvivenza per la popolazione, data la presenza riconosciuta ed innegabile di inquinanti dell'aria, dell'acqua e del suolo, pericolosi per la salute umana, animale e vegetale, favorenti e/o slatentizzanti malattie e responsabili di morte. La commissione del Senato per l'Ambiente, in data 2 agosto 2017, ha confermato in 80.000 le premorienze da inquinanti in Italia».
I medici insistono sul fatto che «nel nostro territorio non esiste ancora il registro tumori. Con lo studio nazionale epidemiologico Sentieri si trova finalmente inclusi nel Sin grazie all'intervento operativo dell'Associazione medici di famiglia per l'Ambiente di Frosinone e provincia presso l'Istituto superiore di sanità. Il pericolo delle polveri sottili è ormai conosciuto in tutte le sue caratterizzazioni e gli stessi sindaci del territorio della valle, per tale motivo, provvedono, annualmente, a deliberare secondo direttive regionali al fine di ridurre giustamente il carico emissivo».
I medici lanciano l'allarme per gli impianti a biomasse e similari. «Ma in piena contraddittorietà, a parte il caso isolato di Frosinone - prosegue la nota - assistiamo alla rassegnata e poco o nulla contrastata avanzata di impianti industriali insalubri, attentatori certi e dimostrati per la salute umana anche, inconfutabilmente, laddove vengano presentati come tecnologie avanzate e falsamente pulite, produttori di quelle stesse polveri sottili, metalli pesanti, diossine e per le quali si deliberano le iniziative comunali, spesso sgradite e incomprensibili ai cittadini. I medici per l'ambiente di Frosinone suggeriscono agli amministratori del capoluogo, di farsi promotori di una marcia culturale, legale e soprattutto etica contro l'invasione scellerata di biomasse, inceneritori, biodigestori nella valle del Sacco, al fine di tentare di risolvere una fonte prioritaria per l'inquinamento da polveri sottili».
I medici guardano all'autunno: Frosinone, al momento, ha 52 giornate (mentre Ceccano è a 48) in cui le polveri sottili sono risultate oltre i limiti di legge. «Assisteremo all'ineludibile innalzamento delle polveri sottili, una condizione ormai nota. È imperativo occuparsi del problema. La vera prevenzione si farà solo se si affronterà il discorso di bloccare con forza, coraggio ed indipendenza, coloro che, sotto mentite spoglie, aggrediscono ed abusano del nostro martoriato territorio. L'Associazione medici di famiglia per l'ambiente di Frosinone e provincia, forte ormai del numerosissimo affluire dei professionisti ed in considerazione del vuoto istituzionale ed operativo dell'ordine professionale provinciale rispetto l'argomento ambiente, si rende disponibile a fornire informativa, conoscenza e letteratura internazionale e nazionale».