Dopo l'autopsia, il corpo di Gloria Pompili, la giovane frusinate uccisa di botte, è stato riconsegnato ai familiari. E ieri, una volta ottenuto il via libera dalla procura di Latina, che coordina l'inchiesta per omicidio, sono stati anche fissati i funerali. Le esequie saranno celebrate alle 16.30 nella chiesa della Sacra Famiglia, nel quartiere Scalo, a poche centinaia di metri dal luogo in cui la donna viveva.

Da qualche tempo, infatti, si era stabilita in via Bellini (anche se la residenza erra rimasta a corso Lazio) dove oltre ai suoi bambini c'erano le stesse persone con le quali ha affrontato l'ultimo, fatale, viaggio da Anzio a Prossedi.

Gloria, infatti, viveva anche con la cugina e il marito di lei, che è pure suo cognato. Lei era cresciuta in una casa famiglia. Poi quando era uscita aveva conosciuto un uomo dal quale ha avuto i due figli. Figli che, al momento, sono seguiti dagli assistenti sociali e sono in una casa famiglia in attesa di quanto disporrà il tribunale pe ri minorenni. Peraltro il rapporto di coppia era ben presto naufragato. E lei si era sposata con un egiziano, il cognato dell'uomo che l'altra sera l'accompagnava.

Una giornata da ricostruire per capire come si sia arrivati a una morte tanto atroce. I carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Latina - coordinati dal capitano Michele Meola - e quelli del Nucleo operativo della Compagnia di Terracina, stanno lavorando senza sosta per capire i movimenti e gli incontri che Gloria Pompili ha avuto nella giornata di mercoledì, ossia nelle ore precedenti alla sua morte. Sotto la lente degli investigatori ci sono le ore passate a Frosinone, il viaggio verso il litorale romano, la giornata trascorsa ad Anzio e il ritorno verso casa, terminato anzitempo con il decesso nella piazzola della Monti Lepini.

Il nodo dell'albergo
Dalle prime indiscrezioni raccolte, sembrerebbe che una delle ipotesi vagliate porti a un albergo dove la 23enne di Frosinone avrebbe trascorso l'ultima parte della giornata: si tratta di un hotel di Anzio, sito al confine con Nettuno. Nelle scorse ore sarebbe anche stato effettuato un sopralluogo, con alcune persone presenti nella giornata di mercoledì nella struttura ricettiva che avrebbero visto la ragazza. Non è dato sapere se in quell'albergo sia avvenuta o meno l'aggressione a colpi di calci e pugni violentissimi - come emerso dall'autopsia: qualcuno, però, avrebbe visto la ragazza discutere con una persona fuori dalla struttura, prima del viaggio verso Frosinone. Chi fosse la persona incontrata è ancora un mistero, così come è avvolto dalla nebbia il perché la giovane abbia raggiunto la struttura durante la giornata.

I colloqui coi familiari
Proprio per ricostruire la vita della ragazza e i suoi ultimi spostamenti, diversi familiari della Pompili sono stati ascoltati dagli investigatori delegati dalla Procura nella giornata di ieri: colloqui che serviranno agli inquirenti per saperne di più sulla vita e sulle ultime ore della ragazza, trovata adagiata sulla Monti Lepini ormai esanime per i colpi ricevuti.

Violenza inaudita
Nelle prime ore successive alla morte della 23enne si era fatta largo la pista relativa a un fantomatico e aggressivo cliente della donna. La violenza inaudita con cui sono stati inferti i colpi sul suo corpo, però, lascerebbe pensare a un motivo di fondo ben più grave. Le botte, stando a quanto reso noto nella giornata di ieri, sarebbero state inferte "a mani nude": nella giornata di giovedì, però, i carabinieri, nelle vicinanze dell'area dove è stato ritrovato il cadavere, hanno sequestrato un bastone lungo 50 centimetri. Ora sarà analizzato al fine di capire se possa essere stato usato contro la donna.

I sequestri
Chiaramente, il cellulare della 23enne è stato sequestrato e probabilmente sono stati acquisiti anche quelli del cognato della donna - un cittadino egiziano - e di sua cugina: l'obiettivo degli investigatori è quello di ricostruire gli ultimi istanti della vita della 23enne anche attraverso gli ultimi contatti avuti con i telefoni.

Gloria Pompili, la 23 enne di Frosinone trovata morta nella notte tra mercoledì e giovedi in una piazzola della Frosinone-mare, è stata uccisa di botte. La Procura di Latina ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti: ora è caccia all'assassino. Dall'autopsia sul corpo della 23enne di Frosinone sono emerse la frattura di una costola e la perforazione di polmoni, fegato e milza. Ieri i carabinieri hanno ascoltato i parenti della vittima: si lavora alla ricostruzione delle ultime ore di vita della ragazza, trascorse sul litorale di Anzio. Indizi, testimonianze e tracciati dei cellulari: tutto è al vaglio degli investigatori. Oggi, intanto, sarà il giorno del lutto: alle 16.30, nella Chiesa della Sacra Famiglia di Frosinone, saranno celebrati i funerali della ragazza

Il padre, la madre, il fratello e il marito di Gloria si sono rivolti all'avvocato Toni Ceccarelli per farsi tutelare in questo difficile momento. I familiari della giovane uccisa di botte sono i primi, insieme ai figli, a voler sapere cosa è successo nelle ore precedenti quel tragico viaggio della speranza. Gloria, secondo l'esito preliminare dell'autopsia, è morta per le percosse ricevute, stando alle prime risultanze delle indagini i colpi sarebbero stati inferti con ferocia inaudita da un cliente che l'aveva avvicinata o con il quale potrebbe essere nato un litigio per motivi economici o chissà per cos'altro (pare infatti che la giovane facesse la prostituta sulla Nettunense, tra Anzio e Aprilia, proprio dove è stata massacrata di botte). 

Ma già l'altra sera c'erano pochi dubbi su quanto accaduto. Ora le indagini dovranno aiutare a far luce su quanto accaduto. Chi e perché ha picchiato la giovane frusinate. Non a caso gli stessi familiari sono stati tra i primi ad essere sentiti dagli investigatori per sapere con chi si è incontrata Gloria prima di morire. E, eventualmente, per capire se c'era qualche situazione strana. Se qualcuno negli ultimi giorni l'aveva avvicinata o meno. Resta da verificare cosa abbia scatenato tanta violenza. Ma anche perché - si interrogano i familiari - chi era con Gloria ha atteso così tanto tempo prima di chiedere i soccorsi. Magari la ragazza poteva essere salvata nel caso si fosse intuita la gravità delle sue condizioni e allertati i soccorsi. Soccorsi che, quando sono intervenuti, si sono trovati di fronte una situazione già irrimediabilmente compromessa.

Al momento si procede per omicidio, ancora a carico di ignoti. Ma la speranza della famiglia è che quanto prima si possa arrivare a un nome. In attesa di capire anche il perché di tanta furia. Che sia stato qualcuno che la conosceva? È l'interrogativo che si pone la famiglia.
Dopo l'autopsia, il corpo di Gloria Pompili, la giovane frusinate uccisa di botte, è stato riconsegnato ai familiari. E ieri, una volta ottenuto il via libera dalla procura di Latina, che coordina l'inchiesta per omicidio, sono stati anche fissati i funerali. Le esequie, come detto, saranno celebrate alle 16.30 nella chiesa della Sacra Famiglia, nel quartiere Scalo, a poche centinaia di metri dal luogo in cui la donna viveva. 

Da qualche tempo, infatti, si era stabilita in via Bellini dove oltre ai suoi bambini c'erano le stesse persone con le quali ha affrontato l'ultimo, fatale, viaggio da Anzio a Prossedi. Gloria, infatti, viveva anche con la cugina e il marito di lei, che è pure suo cognato.
Lei era cresciuta in una casa famiglia. Poi quando era uscita aveva conosciuto un uomo dal quale ha avuto i due figli. Figli che, al momento, sono seguiti dagli assistenti sociali e sono in una casa famiglia in attesa di quanto disporrà il tribunale per i minorenni.
Peraltro il rapporto di coppia era ben presto naufragato. E lei si era sposata con un egiziano, il cognato dell'uomo che l'altra sera l'accompagnava.

Continuano ad arrivare risvolti in merito alla vicenda legata alla morte di Gloria Pompili, la 23enne di Frosinone morta tra mercoledì e giovedì notte sulla Monti Lepini, nel territorio di Prossedi.

Alla luce delle risultanze dell'autopsia - che hanno evidenziato come la 23enne sia stata colpita più volte con calci e pugni, sferrati con una violenza tale da provocare la rottura di una costola che ha perforato il fegato e la milza, oltre ad aver riportato un trauma cranico, toracico e addominale - la Procura della Repubblica di Latina, in persona del sostituto Luigia Spinelli, ha aperto un fascicolo d'inchiesta per omicidio. Il procedimento, attualmente, è contro ignoti. 

Intanto, la salma è stata riconsegnata ai familiari: di conseguenza, è stato possibile fissare la data e l'ora dei funerali: le esequie saranno celebrate domani pomeriggio, 26 agosto 2017, alle ore 16.30, nella Chiesa della Sacra Famiglia, a Frosinone.

È stata colpita più volte con calci e pugni, sferrati con una violenza tale da provocare la rottura di una costola che ha perforato il fegato e la milza. Questa, in definitiva, la causa della morte della giovane Gloria Pompili, 23 anni, morta sulla strada Monti Lepini, all'altezza di Prossedi, mentre stava tornando a casa, a Frosinone, dopo aver lavorato come prostituta tra Anzio e Aprilia. 

Ad ufficializzarlo è la Procura della Repubblica di Latina, che ha autorizzato il Comando provinciale dei carabinieri di Latina a divulgare l'esito dell'autopsia effettuata sul corpo della ragazza.

A questo punto si può parlare chiaramente di omicidio, e le forze dell'ordine stanno dando la caccia al cliente che con tutta probabilità l'ha colpita barbaramente, forse perché non voleva pagare il compenso pattuito, forse perché insoddisfatto della prestazione avuta o chissà per quale altra ragione. Tutti elementi da chiarire. E in tale ottica potrebbero risultare determinanti i filmati di alcune telecamere di videosorveglianza posizionate in alcune attività commerciali poste a ridosso della zona in cui Gloria Pompili lavorava che, se in funzione, potrebbero aver ripreso il via vai di clienti che contrattavano con Gloria e magari anche l'assassino. 

Sono comunque ancora molti i lati oscuri della vicenda sui quali investigatori e inquirenti sono chiamati a fare luce, non escluse eventuali responsabilità, magari nel ritardo nel chiedere aiuto, da parte delle persone che erano con la giovane sulla Monti Lepini al momento del decesso, il conducente della Bmw, un uomo di origini egiziane, e la sua compagna (con la quale gestiva un negozio di ortofrutta ad Anzio). 

Al momento della sua morte Gloria aveva accanto a sé i suoi due figli piccoli, di 3 e 5 anni. 

È stata eseguita l'autopsia sul corpo di Gloria Pompili, la 23enne di Frosinone morta nella notte tra mercoledì e giovedì sulla strada Monti Lepini, nel territorio di Prossedi, mentre tornava a casa dal litorale romano, dove quotidianamente si prostituiva. Secondo quanto emerso dall'esame svolto dalla dottoressa Maria Cristina Setacci, sul corpo della ragazza sono stati riscontrati dei traumi, toracico, addominale e cranico.Non è stata ancora resa nota la data dei funerali.

Una vita difficile e una morte assurda, ancora tutta da spiegare. La breve esistenza di Gloria Pompili è stata segnata dal dolore e dalla speranza che alla fine le ha voltato tragicamente le spalle.

Nata in una famiglia "difficile", la ventitreenne aveva vissuto a lungo in una casa famiglia di Frosinone, dai sette anni fino al compimento della maggiore età. Poi, giovanissima, aveva messo su famiglia con un uomo di nazionalità romena dal quale ha avuto i due figli, oggi di cinque e tre anni. Ora, dopo la tragedia dell'altra notte a Prossedi, i due bambini con molta probabilità saranno affidati a una casa famiglia del capoluogo.

Gloria viveva in un appartamento al terzo piano di una palazzina di Corso Lazio, alloggio che condivideva con una parente di origine rom e un uomo di nazionalità egiziana che gestiscono una rivendita di frutta e verdura sul litorale di Anzio. Una vita segnata anche dalla violenza.

Alcuni dei vicini raccontano di frequenti discussioni in casa e qualcuno ricorda di averla visto spesso con inequivocabili lividi e piccole ferite che svelavano la sua esistenza d'inferno. Forse la sua unica consolazione erano i figlioletti. Che ora l'hanno persa per sempre.

La disponibilità dell'ambulanza e dell'automedica ed il loro veloce arrivo al chilometro 22 + 200 della 156 dei Monti Lepini non è servito, purtroppo, a strappare alla morte Gloria Pompili, la giovane prostituta ciociara che, nel prossimo mese di settembre, avrebbe compiuto 24 anni. Arrivata la richiesta di aiuto alla sala operativa del 118, nel giro di pochi minuti dalla postazione di Osteria dei Pignatari, alla periferia di Priverno, partiva l'ambulanza e dalla postazione, sita nella pertinenza del castello di San Martino, l'automedica con il medico di turno, l'infermiere e tutti gli elettromedicali di cui la postazione è dotata. Arrivati nello slargo della 156 (Prossedi), poco dopo il confine con Priverno, dove il corpo della giovane donna era stato adagiato dai passeggeri che erano con lei sulla Bmw, che proveniva da Anzio ed era diretta a Frosinone, hanno tentato l'impossibile per cercare di rianimare la giovane, i cui parametri vitali pare, però, fossero ridotti, purtroppo, al lumicino.

Al medico dell'Ares 118 non è rimasto, quindi, che stilare il referto sulla morte di Gloria. La tempestività dell'intervento dell'automedica, anche se, sfortunatamente, in questa circostanza non è servita a salvare una vita umana, dimostra ancora una volta come sia importante la presenza dell'equipaggio medico più un infermiere in un punto, peraltro, al centro del comprensorio collinare lepino e ausono: da Sezze fino a Sonnino, passando per Roccagorga, Maenza, Prossedi, Roccasecca dei Volsci e la stessa Priverno. per questo quanto accaduto domenica scorsa, con il mezzo di soccorso desolatamente vuoto e chiuso per la mancanza di un medico, deve far riflettere gli amministratori di tutto il comprensorio.

Una volta identificata la ragazza, morta l'altra notte in prossimità di Prossedi, lungo la 156 dei Monti Lepini, sono immediatamente emersi anche alcuni significativi dettagli sulla sua vita.
Nata e residente a Frosinone, Gloria Pompili, la 23enne, madre di due bambini che erano a bordo della Bmw con lei e con le altre due persone, viveva in un appartamento di Corso Lazio nel capoluogo ciociaro. Le vicende della sua vita si condensano in un excursus che, inevitabilmente, si tinge di semplicità ma, in qualche modo, anche di tristezza, vista la sua attività e la presenza di due figli minori.
Secondo quando si è appreso, ogni mattina, Gloria, la parente e il compagno egiziano di quest'ultima partivano da Frosinone, a bordo della Bmw, e si recavano nella cittadina di Anzio, dove l'egiziano e la compagna gestiscono un negozio di frutta. A quel punto le loro strade si dividevano. Mentre, infatti, i due aprivano la loro frutteria, la 23enne ciociara pare venisse accompagnata sulla Nettunense, dove si prostituiva nel tratto tra Anzio, Nettuno e Campo di Carne, frazione di Aprilia. Purtroppo, l'incontro con un cliente nella giornata di mercoledì potrebbe essere stato fatale per lei.

Anche se è ancora presto per avere riscontri definitivi, solo dopo l'esame autoptico di questa mattina sul cadavere portato all'obitorio dell'ospedale di Latina, potranno prendere un contorno più chiaro. Infatti, se l'autopsia che il sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Luigia Spinelli, ha affidato al medico legale Maria Cristina Setacci, dovesse confermare che la morte sarebbe stata determinata dalle botte che la giovane donna ciociara avrebbe ricevuto dall'ignoto cliente, non sarebbe da escludere che sulla fine di Gloria Pompili si aprirebbe una nuova e più inquietante ipotesi, quella del probabile omicidio.
In ogni caso, i carabinieri del Nucleo investigativo di Latina, del reparto radiomobile di Terracina e della stazione di Prossedi non escludono nessuna pista. Come non è da escludere che possano decidere l'acquisizione delle immagini dell'impianto di videosorveglianza di cui sarebbero dotate le due attività commerciali nei pressi delle quali Gloria Pompili ha cessato di vivere.
Quelle telecamere, se in funzione, dovrebbero aver ripreso gli ultimi istanti di vita della giovane donna ciociara. Tutte ipotesi, comunque. E tutte coperte dal massimo riserbo. Ieri mattina, appresa la notizia dai lanci dei giornali online in tutto il comprensorio, ma anche nei paraggi dell'albergo, davanti al quale Gloria Pompili è deceduta, non si parlava d'altro. Sembra anche che i clienti della struttura ricettiva siano stati svegliati dalle urla delle persone che erano in macchina con lei, che pare abbiano anche suonato al campanello dell'albergo per chiedere aiuto. In tutta questa storia triste per la morte di una giovane donna, si inserisce anche il dramma vissuto dai due bambini - di cinque e tre anni - che erano in macchina ed hanno assistito a quanto accaduto alla loro mamma al chilometro 22+200 della 156 dei Monti Lepini.

Una morte tutta da chiarire, quella avvenuta sulla strada regionale 156 dei Monti Lepini. Gloria Pompili, 23enne di Frosinone, nella notte tra mercoledì e giovedì stava tornando a casa, insieme ai suoi familiari, dal litorale romano. A ucciderla, molto probabilmente, le percosse ricevute da un cliente: Gloria si prostituiva, recandosi quotidianamente sulla Nettunense, tra Anzio, Nettuno e Campo di Carne, proprio dove mercoledì potrebbe aver incontrato il suo aggressore. Ma i contorni sulla morte della giovane sono ancora tutti da chiarire.
Il malore, poi la morte
Erano da poco passate le 23.30, quando è arrivata una richiesta di intervento dei mezzi di soccorso alla sala operativa dell'Ares 118. Nei pressi di un albergo, al chilometro 22+200 della strada regionale 156 dei Monti Lepini, nel territorio del Comune di Prossedi, poche decine di metri dopo il confine con Priverno, una macchina si è fermata con una donna a bordo in gravissime difficoltà respiratorie. Nel giro di pochi minuti sono arrivati nel luogo indicato un'ambulanza e un'automedica di stanza a Priverno. Sul posto c'era già una pattuglia dei carabinieri di Sonnino, in servizio notturno nel comprensorio. A seguire, sono arrivati anche i carabinieri di Prossedi, competenti per territorio, il Nucleo operativo radiomobile di Terracina e il Nucleo investigativo del reparto operativo di Latina, diretti dal capitano Michele Meola, intervenuto sul posto insieme al capo ufficio comando Pietro Dimiccoli. La donna, che avrebbe accusato disturbi, è stata adagiata a terra, in uno slargo della Regionale.

Vicino a lei una signora, che poi si scoprirà essere una sua stretta parente mentre, qualche metro più avanti, si è fermata una Bmw station wagon, con a bordo un uomo, seduto al posto di guida, e due bambini sul sedile posteriore. Il medico del 118, supportato da due infermiere, ha attivato subito il protocollo di rianimazione, ma purtroppo la giovane non ha reagito. Non c'era più nulla da fare. È stato avvisato il magistrato di turno, il sostituto procuratore della repubblica di Latina, Luigia Spinelli, che si è recata sul posto. Inizialmente, non si è capito bene cosa sia effettivamente accaduto. Qualcuno ha parlato di omicidio, ma sul corpo della donna non sarebbero state rinvenute ferite né d'arma da fuoco, né di arma da taglio. Sarebbero emersi, però, qualche piccolo ematoma e alcune ecchimosi. La congiunta e il suo compagno, un egiziano che era alla guida della Bmw, hanno raccontato che la donna si chiamava Gloria Pompili, aveva 23 anni ed era di Frosinone. E tornava con loro da Anzio, dove - pare sulla Nettunense, tra Anzio, Nettuno e Campo di Carne di Aprilia - la giovane donna, madre dei due piccoli che erano a bordo dell'auto guidata dall'egiziano, sarebbe stata solita prostituirsi.

I compagni di viaggio di Gloria Pompili avrebbero anche raccontato che circa cinque o sei chilometri prima, all'altezza della galleria "Alessandro Di Trapano" nella zona di Colle Staffaro in prossimità dello svincolo Priverno Ovest della Regionale, la giovane avrebbe detto di sentirsi male. Hanno provato a proseguire. Ma, giunti quasi in prossimità dello svincolo per Prossedi, il dolore si sarebbe fatto più intenso. Ecco allora che quei piccoli ematomi e quelle ecchimosi presenti sul corpo della 23enne potrebbero essere interpretati come colpi che Gloria avrebbe ricevuto. Insomma, più tardi la faccenda è diventata più chiara: la 23enne ciociara sarebbe stata picchiata, forse da un cliente, in maniera violenta. Dopo alcune ore, verso le tre di ieri mattina, l'Agenzia di onoranze funebri Carbonara di Michele Izzo di Priverno ha provveduto al recupero della salma, che è stata trasportata all'obitorio dell'ospedale "Santa Maria Goretti" di Latina, dove in mattinata dovrebbe essere eseguita l'autopsia dalla quale si attendono importanti elementi per stabilire la verità sull'accaduto.