Si aggrava l'emergenza siccità in provincia di Frosinone. Come anticipato qualche giorno fa da Ciociaria Oggi è scesa ancora la portata della sorgente Madonna di Canneto.

Acea Ato 5 ha scritto ai Comuni serviti dall'Asta Aurunci: Arpino, Ausonia, Belmonte Castello, Campodimele, Casalattico, Casalvieri, Castrocielo, Castro dei Volsci, Colle San Magno, Esperia, Falvaterra, Fontana Liri, Gallinaro, Pastena, Picinisco, Pico, Piedimonte San Germano, Pontecorvo, Rocca d'Arce, Roccasecca, Santopadre, Sant'Elia Fiumerapido, Settefrati, Terelle, Villa Latina, Villa Santa Lucia, Lenola e Vallecorsa (serviti da AcquaLatina), oltre che l'Abbazia di Montecassino. Per metterli a conoscenza della situazione e informarli «che, nel caso in cui si dovesse continuare tale drastico peggioramento, sarà necessario mettere in atto ogni azione per mitigare gli effetti sui cittadini, a partire dall'attuazione di nuove turnazioni».

Specifica il gestore del servizio idrico: «Per molti di questi centri le turnazioni sono attive già da tempo ma se dovesse abbassarsi ulteriormente la portata della sorgente, sarà necessario estenderle anche a Comuni e a quartieri oggi non interessati. Acea Ato 5 per questo ha studiato un piano di massima, trasmesso già anch'esso ai diversi Municipi».

Acea ha chiesto anche «ai Comuni una pronta e fattiva collaborazione nell'attività di sensibilizzazione dei cittadini, in particolare sull'uso responsabile della risorsa idrica». La situazione è critica e Acea Ato 5 afferra il toro per le corna. Rilevando: «L'aggravarsi della crisi siccitosa sta avendo un impatto sempre più rilevante sull'approvvigionamento idrico della provincia di Frosinone e non soltanto. Tale diffusa e generalizzata criticità ha già raggiunto purtroppo livelli eccezionali tanto che, come noto, il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato proprio lunedì la dichiarazione dello stato di emergenza per il Lazio. L'atto arriva dopo il decreto, firmato dal Governatore Nicola Zingaretti, di riconoscimento dello stato di calamità, risalente già a oltre un mese fa».

Questo scenario ha reso indispensabile per Acea Ato 5 «procedere già da settimane all'adozione di interventi urgenti e straordinari al fine di ottimizzare la distribuzione della risorsa idrica e mitigare gli effetti sulla cittadinanza». Rileva la società presieduta da Stefano Magini: «Infatti, se da una parte, a causa del gran caldo, aumenta la richiesta di acqua da parte dei cittadini, dall'altra si registra una costante riduzione della disponibilità delle principali fonti che alimentano il sistema acquedottistico dell'Ato5. In particolare da qualche giorno è stato riscontrato un notevole abbassamento della portata della sorgente Madonna di Canneto che alimenta l'acquedotto Asta Aurunci, il principale a servizio del sud della provincia e non soltanto. Nell'ultima settimana, solo per dare un numero, si è registrata una diminuzione della disponibilità di 15 litri al secondo. Inoltre il deficit idropotabile di Canneto si va ad aggiungere a quello delle fonti Cippone-Collelungo e Forestelle, che alimentano sempre l'Asta Aurunci, iniziato già da qualche mese».

Bisogna tenere presente che sono già 59 (su 86 centri che rientrano nell'Ambito Territoriale Cinque) i Comuni nei quali è attiva una turnazione dell'acqua. La turnazione potrebbe diventare più severa dappertutto. E anche in prospettiva il discorso è destinato a complicarsi. L'andamento della portata di Capo Fiume è nettamente al ribasso. E secondo Acea, se continua così, a febbraio 2018 potrebbe arrivare a 30 litri al secondo, con una riduzione di oltre il 90%. In tutta la provincia la portata delle fonti di approvvigionamento è diminuita. Si continua a rincorrere l'emergenza, sempre più complicata.