Stavolta non c'è alcuna minaccia né aggressione verbale. Solo che il sindaco Carlo Maria D'Alessandro sembra essere diventato bersaglio facile di ironia "spicciola". E così, sul web, parecchi lo tirano in ballo. Soprattutto nei commenti ai post, laddove gli internauti si scatenano con frasi davvero poco edificanti verso chi rappresenta l'istituzione. Tre giorni fa, la notizia della prima multa dopo l'ordinanza anti- prostituzione che porta la sua firma. La sanzione da 500 euro da parte della polizia di Stato nei confronti di una albanese di 36 anni impegnata, per sua stessa dichiarazione, a prostituirsi ha avuto la giusta enfasi giornalistica con lanci e rilanci sul web. Tanti i commenti alla notizia, come pure la consapevolezza del fenomeno dilagante in città, con un inevitabile dibattito relativo al meretricio.

Qualcuno però ha alzato il tiro e ha nominato il sindaco ironizzando sul fatto che anche lui fosse stato "multato" con ulteriori battute legate all'ambito! Le frasi hanno oggettivamente dato fastidio, a lui quanto alla sua famiglia. E, come negli altri casi, quando però le frasi erano molto più simili a minacce personali, Carlo Maria D'Alessandro ha salvato le immagini e portato gli screenshot al suo legale. Saranno valutate, con estrema calma, eventuali azioni.

I precedenti
Poco più di due settimane fa, venne presentato un tris di denunce alla procura della Repubblica da parte del sindaco Carlo Maria D'Alessandro a tutela delle istituzioni ma anche per provare a fermare la deriva fatta di insulti e offese che, alla fine, diventano solo benzina gettata su una tensione crescente. Accompagnato dal suo legale, l'avvocato Salera, ha depositato i tre esposti per diffamazione, uno pure per minaccia. Tutto era partito alla kermesse estiva "Cassino birra", poco dopo i saluti inaugurali, il sindaco era stato raggiunto da un soggetto mentre si trovava al tavolo con i figli e i nipoti piccoli. Parole di fuoco al suo indirizzo, epiteti ingiuriosi accompagnati da frasi poco eleganti. I minori ne restarono sconvolti mentre l'uomo veniva allontanato dalla security dell'evento. Per il responsabile scattò subito una segnalazione alla questura e alla prefettura. Pure le offese social divennero oggetto di denuncia, con l'obiettivo di fermare la spirale di una violenza verbale che pare non conoscere confini. Nel mirino, due post su facebook. Il primo era stato scritto proprio il giorno precendente all'episodio di piazza Green.Confrasi ritenute esagerate contro il sindaco e un messaggio di chiusura che recitava «a domani, e se ne accorgerà». L'altro, dopo l'aggressione, con un commento inneggiante alle... "botte".