Saltano i turni della raccolta differenziata e così a Pignataro Interamna si torna a bruciare l'immondizia. Un malcostume che affonda le radici nei tempi antichi quando l'unico tipo di rifiuto prodotto in campagna era quello che oggi viene chiamato "umido". Rifiuti alimentari, erba tagliata e rami di alberi che finivano in botti e carriole - usate come oggi si adoperano le compostiere - per realizzare concime per gli orti. Quello che andava eliminato finiva nel camino o veniva lasciato seccare in attesa dell'inverno, il poco che restava veniva bruciato.

Ma oggi gli scarti domestici sono composti da materiali plastici, metalli e cartoni trattati, quindi è praticamente una follia cercare di smaltirli come si faceva fino a qualche decennio fa. Ma i residenti sono esausti. In particolare quelli che vivono nelle campagne, dove praticamente sembrano essere molti più i giorni in cui saltano i turni di raccolta della differenziata che quelli che vengono rispettati.

«Un giorno si rompe il camion, un giorno salta la raccolta per motivi a noi ignoti, a volte non c'è il personale... insomma - ha detto una signora amareggiata - alla fine ci ritroviamo sempre con i secchi e le buste piene di immondizia fuori nei vialetti, costretti a riportarli dentro e a volte a dover ripulire quello che combinano gli animali la notte».

Un disagio al quale molti residenti hanno deciso di porre rimedio accatastando i rifiuti in giardino e dando loro fuoco. Oltre al rischio che si propaghi l'incendio, il problema è anche l'odore acre e nauseabondo che questi roghi emanano. Fuochi che vengono accesi dopo il crepuscolo e nelle prime ore della sera. Sebbene in città ci sia un servizio e i cittadini paghino le imposte, questi disagi sembrano essere all'ordine del giorno. Con le temperature elevate di queste ultime settimane poi, il problema dell'immondizia che rimane per giorni in attesa di essere raccolta, sta diventando anche un problema igienico e sanitario.