Incapace davanti a un'emergenza annunciata. Appare così il Lazio che, nel bel mezzo dell'estate, si scopre vittima della siccità. Ed ora da una "severità idrica media" si passa alla condizione di "severità idrica alta". Lo ha stabilito la terza riunione dell'Osservatorio permanente sugli usi idrici riunito nella sede dell'Autorità di Distretto dell'Appennino Centrale. La decisione consentirà l'eventuale attivazione delle procedure a sostegno del settore agricolo, nonché l'eventuale concessione dello stato di emergenza, da parte della protezione civile, su richiesta regionale. Sotto esame anche Frosinone e Latina, per le quali i rispettivi Ato hanno segnalato al ministero una crescente situazione di preoccupazione che sta interessando la disponibilità delle risorse idriche ad uso potabile, a causa della drastica riduzione della portata in alcune delle principali fonti di approvvigionamento.
Alla riunione erano presenti, oltre al Ministero dell'Ambiente, quello delle Infrastrutture e Trasporti, le Autorità, tutte le regioni del Distretto, il Dipartimento della protezione civile, gli Enti d'ambito del servizio idrico integrato delle zone interessate dalle situazioni di scarsità idrica. Dopo l'iniziale condivisione di uno studio condotto da Irsa-Cnr, sulle condizioni climatiche ed idrologiche, con i dati provenienti da sorgenti del distretto idrografico, che continua ad attestare una ciclicità dei fenomeni siccitosi di circa 5 anni, le Regioni hanno illustrato la situazione in atto sul proprio territorio. Il quadro di severità idrologica è stato confermato elevato, sulla base dell'aggiornamento dei dati al 24 luglio 2017. Il caldo e le scarse piogge stanno, infatti, mettendo a dura prova il quadro, già critico, di una rete idrica su cui pesa il peccato capitale della dispersione. Secondo l'Istat, infatti, quasi il 40% dell'acqua potabile immessa nelle reti di distribuzione non raggiunge i cittadini.
E sulla situazione torna anche Legambiente. «Mentre continua il periodo di siccità - evidenzia l'associazione ambientalista - si stanno mano mano svuotando sorgenti, fiumi e laghi. L'assenza di eventi meteorici aveva causato, oltre al minor apporto di acqua nel lago, la riduzione estrema di portata dalle due fonti principali di approvvigionamento idrico di Roma, l'acquedotto del Peschiera da Rieti e dell'Acqua Marcia dai Simbruini, dopo tale crollo di portata, il gestore del servizio aveva iniziato una fortissima captazione del lago di Bracciano, pari anche a 2.500 litri al secondo, a vantaggio di Roma». Legambiente torna anche a ribadire i numeri di Ecosistema Urbano, quelli della dispersione idrica in provincia di Roma al 44,4%, Rieti al 58%, Latina al 67%, Frosinone al 75,4%. Anche il consumo idrico nella capitale è alle stelle con 165 litri al giorno per abitante, Roma solo 77° tra i capoluoghi per consumo di acqua, Frosinone al 12° posto con 125, Latina al 22° con 143 , Rieti al 66° con 152. E ora che il problema è sotto gli occhi di tutti, resta il deserto di soluzioni che non sono state pensate né testate per tempo. «A causa dei cambiamenti climatici che abbiamo scatenato con le emissioni di gas serra, siamo negli ultimi mesi in una fase di estrema crisi idrica – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – per la scarsa piovosità. I dati sulla dispersione idrica e sui consumi, ci mostrano però uno spreco enorme di acqua nelle reti colabrodo, a causa del consumo eccessivo e dello spreco. In particolare vanno messe in campo azioni determinate e concrete per la riduzione degli sprechi, a partire dall'utilizzo obbligatorio in ogni ufficio pubblico e privato e in ogni istituto scolastico, di scarichi a flusso differenziato e tecnologie per la riduzione. Purtroppo ci troveremo sempre di più, e in maniera più violenta, di fronte a situazioni di questo genere; oltre quindi a realizzare politiche di sostenibilità ambientale per l'abbattimento delle emissioni, le scelte di adattamento a tale fenomeno globale devono riguardare la cura e il rilancio dei parchi come polmoni verdi, ma anche delle sorgenti, dei fiumi, dei laghi, perché l'acqua è prima di tutto un bene prezioso». Secondo i calcoli di Legambiente, solo installando scarichi a flusso differenziato in tutte le scuole, si possono risparmiare qualcosa come 10 milioni di litri di acqua ogni anno.