Il danno ancora non c'è. Ma la beffa è dietro l'angolo. All'apparenza è una quisquiglia, nei fatti un cavillo burocratico che potrebbe impedire di giocare le partite al "Benito Stirpe". E i tempi si stringono sempre più.
A bloccare la strada sollecitata dalla Questura, per un percorso sicuro dei tifosi ospiti, non è certo la foresta amazzonica o chissà quale specie botanica protetta. L'ostacolo insormontabile sono poche piante di acacia e una selva di rovi. Ma nessuno, a quanto pare, vuole assumersi la responsabilità di bypassare il "no" della Sovrintendenza che ha posto un vincolo boschivo. Neanche un agronomo incaricato dal Comune pare sia riuscito a risolvere il problema. Mercoledì nuovo vertice alla Regione. Intorno al tavolo si siederanno l'assessore Fabio Tagliaferri, l'architetto Noce, l'ingegner Carinci e i tecnici della Pisana.
Il Comune intende portare al tavolo della discussione la questione della necessità della realizzazione per motivi di ordine pubblico, indicando come via d'uscita la deroga contenuta nel piano territoriale paesistico regionale che prevede che i vincoli possano essere superati per ragioni superiori di sicurezza.
«C'è un impegno costante e continuo da parte dell'Amministrazione comunale per sbloccare la pratica» fa sapere Fabio Tagliaferri. «Il punto è che tale questione non coinvolge solo l'Ente, ma anche la Regione, la Sovrintendenza e il Ministero dell'Ambiente. Tutto, infatti, ruota attorno a i vincoli imposti nel Ptpr. A nostro avviso l'unica soluzione potrebbe essere quella di far ricorso alla pubblica utilità. Questo sarà il tentativo che metteremo in atto».
La creazione dell'opera è una necessità espressa anche dalla Questura e dalla Prefettura per una più efficace e meno problematica gestione dell'ordine pubblico. Il collegamento a servizio dello stadio, della lunghezza di 300 metri, occuperebbe uno spazio di 2.000 metri quadrati e il Comune di Frosinone ha offerto, tra l'altro, un "ristoro" pari a 3.500 metri quadrati di bosco con essenze vegetali, più pregiate di quelle che si andrebbero a perdere, ovvero non più di dieci piante di acacia e qualche arbusto.
La riunione della prossima settimana intende anticipare anche i tempi della giustizia amministrativa. L'amministrazione Ottaviani, infatti, ha impugnato davanti al Tar i provvedimenti della Soprintendenza che hanno bloccato l'iter di realizzazione. La decisione dei giudici è attesa per il 24 ottobre a campionato già iniziato.
Anche giudici amministrativi, il 16 febbraio scorso, hanno deciso di non decidere e di rimandare tutto al giudizio di merito, appellandosi al principio secondo cui quando «le esigenze del ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito» si passa alla «discussione del ricorso nel merito». Il tempo, però, stringe e la preoccupazione sale. Quella strada, infatti, è stata pensata per abbreviare il percorso che i tifosi ospiti, uscendo dall'autostrada farebbero per raggiungere il settore loro destinato al Casaleno (da 1.035 posti, una semicurva tra la tribuna centrale e la curva Sud). Dal cavalcavia della ferrovia i pullman e le auto degli ospiti entrerebbero subito dopo qualche decina di metri da via Michelangelo, girando a sinistra per un tracciato già esistente, all'interno della folta vegetazione, per lo più spontanea. Gli ultrà uscirebbero dietro il palazzo dello sport per utilizzare un parcheggio creato per loro e quello del palasport. Se il collegamento non si fa, potrebbe esserci un piano B. Solo che sarà più dispendioso e recherà non pochi disagi soprattutto ai locali. Posto, infatti, che gli ospiti devono arrivare allo stadio, senza passare dove sostano i tifosi di casa, le chiusure attorno allo "Stirpe" saranno più stringenti. I tifosi ospiti passerebbero obbligatoriamente per la rotatoria che dà su via Armando Fabi, che sarebbe chiusa al transito, pedonale e veicolare, dei frusinati. Questo determinerebbe il posizionamento di molte più betafence per chiudere l'inizio di viale Olimpia (nella prima ipotesi, invece, il blocco sarebbe molto prima del conservatorio). Di conseguenza l'accesso ai parcheggi sull'anello e a ridosso dello stadio sarebbero vietati. Secondo alcune stime i supporter di casa perderebbero un migliaio di posti auto che andrebbero occupati in altre zone della città, a cominciare da via Fabi con tutti i disagi del caso sul resto della viabilità. Dovrebbero fare un altro giro per accedere alla tribuna opposta alla centrale. Con buona parte dell'anello del Casaleno sbarrato dai betafence (che saranno rimovibili negli altri giorni della settimana), si renderebbe necessario anche un potenziamento delle forze dell'ordine. Più uomini in campo significa anche più costi per la collettività. E tutto per quattro sterpaglie.