Toppe ombre su quegli spari. A cominciare dal numero: uno o più colpi? E poi la pistola, che di certo non è un'arma da caccia, tantomeno adatta per una battuta notturna. Anche perché la sua bocca di fuoco potrebbe non bastare per uccidere un cinghiale.
È ancora mistero fitto sull'incidente che sabato sera ha spedito in ospedale due uomini, F. M. di sessantacinque anni e suo figlio D. M. di trenta, durante una estemporanea quanto illegale battuta di caccia notturna al cinghiale.
I due si erano addentrati insieme a un familiare nella macchia della zona di via Farnete San Giorgio, un'area montana di Pico non lontana dal cimitero. All'improvviso lo sparo (o gli spari) e i due che si accasciano a terra, feriti appunto da uno o più colpi d'arma da fuoco. Partiti da quella pistola di cui si vocifera in paese che sarebbe stata maneggiata nell'occasione dal genero di F. M., anche lui di Pico, che si era unito ai due nella sciagurata escursione notturna.
Entrambi i feriti sono stati soccorsi dagli operatori sanitari del 118 e trasportati all'ospedale di Cassino, tutti e due con una ferita d'arma da fuoco alla coscia. Domenica il padre, il più grave dei due, è stato operato per l'estrazione del proiettile dalla gamba e per ridurre la frattura del femore con l'impianto di un fissatore esterno. Ne avrà per diverse settimane. Il figlio, invece, che presentava un foro d'ingresso nella coscia e uno d'uscita, non ha subito grossi danni ed è stato già dimesso.
Dai carabinieri della Compagnia di Pontecorvo, che su incarico del sostituto procuratore del tribunale di Cassino Beatrice Siravo lavorano per ricostruire la dinamica e le responsabilità dell'incidente, non trapela alcunché. I militari hanno sentito i protagonisti della vicenda e procedono nel massimo riserbo.
Sono diversi gli interrogativi a cui gli inquirenti cercano di rispondere: innanzi tutto la pericolosissima battuta di caccia scattata a notte fonda (erano circa le 23), poi il fatto che uno dei tre cacciatori avesse con sé una pistola, una circostanza questa non confermata dai carabinieri.
Gli elementi di un giallo, insomma, ci sono tutti.