Alcune sono solo saltuarie. Altre habitué della piazza cassinate. Sta di fatto che sono davvero troppe e l'Amministrazione non può certo chiudere un occhio. Forse è per questo che per prevenire i gravissimi effetti legati alla prostituzione, in termini di sicurezza pubblica e decoro urbano, l'amministrazione D'Alessandro è pronta a sganciare un'offensiva senza eguali con un'ordinanza di contrasto all'adescamento e alla prostituzione che punisce i clienti. Un'ordinanza simile, in qualche cassetto, pure c'era finita senza mai uscirne. Così D'Alessandro l'ha presa e rinvigorita. E oggi, giorno in cui verrà trasmessa per il parere preventivo a sua eccellenza Zarrilli, la lotta diverrà senza eguali.

L'obiettivo
Proprio mentre le forze dell'ordine (ed in particolare la polizia) stanno battendo le piste che portano nelle case del piacere - decine e decine di "nascondigli" perfetti, disseminati in tutta la città - per arrivare fino a chi regge le fila degli affari hot, l'amministrazione mostra il pugno duro. E punisce i clienti: quelli, di certo, non possono nascondersi. E una volta "colti sul fatto", saranno costretti ad affrontare un percorso il cui punto di partenza è una sanzione da almeno 500 euro. Il principio che governa questo tipo di attività preventiva, ben nota a diverse città italiane, è inverso rispetto al modo di concepire la repressione del fenomeno. Se il cliente viene multato e se la contestazione arriva nelle mani di mogli o conviventi, il problema diviene (è facile intuirlo) di ben altra portata. Ovviamente il principio si inserisce nell'opera di contrasto del degrado urbano, del danno all'immagine della città, nonché nel piano volto alla tutela della pubblica decenza e a garantire la circolazione stradale in zone, come l'area consortile Fiat – ma non solo - meta indiscussa di un turismo sessuale senza freni. Il prefetto Zarrilli (a cui spetta l'esame finale e il parere preventivo) sta valutando diverse situazioni, ma quella di Cassino sembra una "piazza" piuttosto calda, vista la presenza importante (dentro e fuori le abitazioni) di prostitute. In larga parte straniere. Dopo il suo ok, solo la firma del sindaco D'Alessandro. E l'inizio di una nuova era in termini di pubblica decenza e di sicurezza: sarà poi impossibile non solo sostare improvvisamente in zone frequentate da prostitute. Sarà vietato qualsiasi comportamento direttamente o indirettamente diretto a favorire le nuove schiave del sesso.