Pazienti "posteggiati" nei corridoi. Attese interminabili e frustrazione: fino a tre giorni per ottenere un posto letto. Con le temperature record dell'ultimo periodo la situazione è precipitata: il numero esponenziale dei malori registrati a causa dell'eccessivo caldo ha mandato il Pronto soccorso di Cassino davvero in tilt.

Basta ficcare il naso nella sala d'attesa per capire che non ci sono liti: quel caos è "soltanto" la presenza, in sovrannumero, degli utenti in fila. Anziani colti da malore, bambini con ferite superficiali accanto a casi (in apparenza) più urgenti. Ognuno col desiderio di essere accudito e soccorso il più in fretta possibile. Il problema è che il personale sanitario la parola "fretta" la conosce fin troppo bene: quasi trecento pazienti in 48 ore. Con un aumento esponenziale di codici gialli accanto ai rossi. E la disponibilità di due infermieri venerdì, tre sabato. L'infornata di personale prevista a gennaio si infrange, purtroppo, con l'amara realtà di un nosocomio in cui approdano criticità di ogni tipo, ben oltre i confini territoriali. Tra ferie (necessarie), malattie e sostituzioni dei professionisti della sanità la situazione precipita. Così non appare poi tanto strano che i pazienti vengano "parcheggiati" su barelle nei corridoi o su sedie che diventano "troni" quando l'ennesimo paziente reclama un posticino in attesa del ricovero.

«È una vergogna! Ci sentiamo dei pacchi postali» ha commentato un anziano in corridoio nella speranza di un posto letto. La situazione appare critica già a un primo sguardo: Pronto soccorso a rischio esplosione. Senza considerare il reparto Obi aperto (10 posti letto con un infermiere e senza portantini). Il personale è instancabile e la professionalità indiscussa. Ma se si raffronta, carte alla mano, il numero delle unità presenti a Cassino con quello di Frosinone i conti non tornano, perchè la differenza di accessi è davvero molto bassa. Ma non quella del personale in servizio.