Aggredito verbalmente davanti a figli e nipotini il sindaco Carlo Maria D'Alessandro. Insultato a voce alta mentre era seduto a un tavolino a godersi Cassino birra. L'episodio ad alta tensione è avvenuto dopo le 23 di venerdì, durante la serata inaugurale dell'attesa kermesse estiva. Un fiume di gente e tanta voglia di divertirsi che non hanno affatto fermato l'uomo che ha deciso di scagliarsi contro il sindaco. Qualche avvisaglia c'era stata già durante l'intervento di D'Alessandro sul palco: dal pubblico si sono sentite frasi di contestazione. Un episodio che è apparso "fisiologico" e non ha destato particolare scalpore. Solo che lo stesso soggetto avrebbe continuato anche successivamente. Ha individuato il punto della piazza dove il sindaco era seduto assieme alla sua famiglia, figli e nipoti compresi, ed è andato a fargli visita. Ha cominciato a insultarlo, urlando. Poche frasi miste a epiteti ingiuriosi che hanno terrorizzato i più piccoli, incapaci di reagire a quella scena e spaventati che potesse peggiorare.

Il sindaco ha invitato alla calma l'uomo che, tra le altre cose, gli rimproverava anche le mancate promesse sul "caso acquedotto". I toni elevati hanno attirato la sicurezza dell'evento che lo ha allontanato. Il primo cittadino ha lasciato la festa: i minori erano troppo scossi dalla scena, tant'è che il figlio nell'intento di salire di corsa sull'auto ha rotto il cellulare. Ancora sconvolto, la stessa notte dell'aggressione verbale, il sindaco ha condannato un gesto che non ha preso di mira sola la sua persona ma ha inevitabilmente coinvolto i membri della sua famiglia.

«Sono atteggiamenti da condannare. Bisogna smetterla - ha detto a pochi minuti dall'episodio - con questi atti e questa tensione che circola e che alcuni alimentano. Si stanno inasprendo i comportamenti, se così deve essere è il caso di fermare questa escalation di violenza. Io stavo con la mia famiglia, ad una festa di Cassino, e ho il diritto di stare con la mia famiglia e ho il diritto di non essere aggredito verbalmente. Posso capire quando sono salito sul palco, perché lì rappresentavo l'istituzione, ma quando io scendo e mi siedo al tavolo con i miei figi e con i loro cugini piccoli ho il diritto di vivere la mia vita e nessuno me lo può togliere».

Il sindaco ha annunciato una possibile denuncia nella giornata di domani mentre non è escluso che venga valutata qualche azione come amministrazione. Per fare piena luce sull'episodio sta indagando la polizia di Stato.

Aggredito verbalmente davanti a figli e nipotini il sindaco di Cassino, Carlo Maria D'Alessandro. L'episodio ad alta tensione, ieri sera, durante la serata inaugurale di "Cassino birra". D'Alessandro, dopo il saluto sul palco, era seduto con la sua famiglia quando un soggetto ha iniziato a inveire e a urlare contro di lui. Il sindaco lo ha invitato ad allontanarsi, soprattutto per la presenza di minori, visibilmente scossi dalla scena. Ma l'uomo ha continuato ad aggredirlo a parole. Così è stato necessario l'intervento tempestivo della sicurezza per allontanarlo. Ancora sconvolto, stanotte, il sindaco ha condannato un gesto che non ha preso di mira sola la sua persona ma ha inevitabilmente coinvolto i membri della sua famiglia.
"Sono atteggiamenti da condannare. Bisogna smetterla con questi atti e questa tensione che circola e che alcuni alimentano. Io stavo con la mia famiglia e ho il diritto di stare con la mia famiglia. C'erano bambini piccoli al tavolo, ringrazio la sicurezza che è interventa subito". Sul caso indaga la polizia