Rubano il cellulare a un profugo, che li denuncia. Per questo, per lavare l'onta di una inaccettabile offesa, due giovani cassinati hanno organizzato una spedizione punitiva per colpire quel nigeriano. Increduli che avesse osato tanto. Dopo ventiquattr'ore dal furto hanno rintracciato la loro vittima, l'hanno raggiunta all'interno della villa comunale e l'hanno picchiata, ferendola persino con una bottiglia rotta. A ricostruire l'accaduto ci stanno pensando gli agenti del Commissariato di Cassino che hanno denunciato i giovani cassinati chiamati a rispondere anche di lesioni personali gravi.

La ricostruzione

La ricostruzione dei fatti arriva dalle tante mamme e nonne presenti, insieme ai loro bambini, all'interno della villa comunale dove i due cassinati ben noti alle forze dell'ordine hanno consumato la loro folle vendetta. Sfiorando la tragedia. Il ragazzo di origini nigeriane, un richiedente asilo, è stato attaccato con una ferocia tale da far temere il peggio, soprattutto quando i due hanno provato a colpirlo con una bottiglia rotta. Le ferite riportate a un braccio e al torace sono state, per fortuna, lievi forse anche per l'agilità con cui il profugo ha tentato di sottrarsi alla violenza.
A mettere fine all'aggressione sono stati gli uomini del dottor Alessandro Tocco che hanno allertato i soccorsi e rintracciato i due cassinati. Senza la flagranza del reato, però, non è stato possibile far scattare ai loro polsi le manette: entrambi sono stati soltanto denunciati a piede libero. Il nigeriano, invece, è stato trasferito al Pronto soccorso di Cassino per le cure del caso. La vicenda è ancora in fase di ricostruzione.