Ha confessato. Dopo due settimane la ragazza di Felice Lisi è crollata. E si è assunta la responsabilità dell'omicidio. Il delitto del lago va verso una soluzione. Pamela Celani, 27 anni, stretta dal rimorso e incastrata dalle risultanze dell'esame condotto dai Ris lunedì nella casa in cui è stato ucciso Felice, 24 anni, non ce l'ha più fatta a nascondersi. E ha dichiarato prima davanti al legale e alla sua consulente, poi di fronte al pubblico ministero, di essere stata lei a sferrare il fendente mortale contro il fidanzato. Si è detta pentita del suo gesto, compiuto al culmine di una banale lite familiare. E, dopo la confessione, è apparsa più sollevata. Già ieri sera i carabinieri, che hanno condotto le indagini sul caso, hanno dato esecuzione a un fermo d'indiziato di delitto. La donna, al momento, resta piantonata nel reparto di psichiatria dell'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone.

Che la situazione avesse preso una piega diversa rispetto alla scorsa settimana si è capito già lunedì nel corso del sopralluogo effettuato dai carabinieri del Ris, guidati dal capitano Rapone. Gli elementi emersi, anche alla luce delle indagini effettuate dal Nucleo investigativo di Frosinone, del Nucleo radiomobile della compagnia di Pontecorvo e della stazione di Ceprano, stridevano con il racconto reso nelle precedenti deposizioni da Pamela. Troppi i buchi in un racconto che ha lasciato dubbiosi in tanti. Sin dal primo momento la compagna di Felice aveva dichiarato che il ragazzo si era ferito da solo. Lo aveva detto ai vicini di casa, agli operatori del 118, ai carabinieri e davanti al pubblico ministero Rita Caracuzzo che l'aveva interrogata in due momenti diversi. Lei, ricoverata in ospedale a Frosinone, per due settimane ha continuato a professarsi innocente. Ha tentato fino all'ultimo di sviare i sospetti. Quando, dopo l'esame del Ris, quella ricostruzione non è apparsa più congrua, qualcosa è scattato. L'avvocato Alessio Angelini, difensore di Pamela, e il consulente, la criminologa Roberta Bruzzone, presenti sul luogo del ferimento mortale durante le operazioni condotte dal reparto investigazioni scientifiche, hanno avuto un colloquio con la ragazza in ospedale.

Ed è lì che Pamela ha cambiato la sua versione. Versione poi confermata anche ieri pomeriggio. Alle ore 15 il pubblico ministero Rita Caracuzzo ha sottoposto la ragazza a un terzo interrogatorio. Pamela si è detta profondamente pentita e ha ammesso la propria responsabilità nell'accaduto. Ha raccontato di aver avuto un litigio con Felice. Il problema erano i soldi che la coppia non aveva. Felice si sarebbe lamentato anche dell'arresto che i due avevano subito qualche giorno prima a Strangolagalli per un furto. La situazione è così degenerata. La ragazza a quel punto avrebbe afferrato un coltello con il quale avrebbe sferrato il fendente mortale. Poi, uscita fuori a chiedere aiuto, aveva raccontato che era stato il ragazzo a ferirsi. Ma da subito i carabinieri non le avevano creduto. Ora è in stato di fermo.