Anche questa notte, come ormai fa da anni, Giorgio Gasperini dormirà all'interno della stazione di Frosinone. A nulla sono valse istanze e proteste. E, anche se non era quello l'obiettivo, nemmeno intentare una causa civile all'Ater per ottenere, almeno, un risarcimento danni per la casa che gli è stata scippata da un abusivo.

In un periodo di grande attenzione al fenomeno immigrazione, con diverse abitazioni, anche in città, adibite a dormitorio dei migranti, c'è chi, frusinate d'azione, è costretto a vagare per la città e a trovare ricovero in stazione. Sempre quando nessuno lo disturba. Perché lo stesso ha più volte denunciato di esser vittima di scherzi e perfino del furto del borsone in cui custodisce tutte le sue cose.

Recentemente, di Gasperini si è occupato il tribunale di Frosinone al quale, senza successo, lo stesso si era rivolto nel 2013. L'uomo chiedeva la condanna dell'Ater «al risarcimento dei danni morali e biologici, subiti per il ritardo nella liberazione dell'appartamento nonché per la mancata installazione della caldaia». L'Ater, dal canto suo, chiedeva il rigetto della domanda, imputando all'inquilino il mancato rispetto dell'obbligo di custodia del bene.

Nel febbraio 2007 l'Ater, in base alle richieste di Gasperini, ha tardato nel liberare l'immobile, occupato da abusivi. Sul punto il giudice ha considerato che all'Ater grava l'obbligo di consegnare e mettere a disposizione il bene, mentre Gasperini aveva l'obbligo di custodia. Per il giudice «di fronte all'occupazione abusiva del proprio immobile, avrebbe potuto e dovuto attivarsi, rivolgendosi alla competente autorità giudiziaria in via d'urgenza per ottenere la reintegra nel possesso».

Tuttavia, l'Ater solo dopo più di cinque anni, nel settembre del 2012, riusciva a riavere l'immobile e lo riconsegnava, a novembre, allo stesso Gasperini. Che, però, decideva di non accettarlo perché, trattandosi di novembre, l'immobile non era provvisto di caldaia. Per il tribunale di Frosinone «il successivo secondo abbandono dell'immobile da parte dell'attore,in quanto privo di riscaldamenti, deve essere a lui imputato sempre per difetto di custodia». La domanda di risarcimento danni è stata ritenuta infondata dal giudice che, comunque, ha più volte sollecitato l'Ater a risolvere il problema. L'ente, però, ha sempre imputato la mancanza di alloggi da assegnare.