Mentre in procura, a Frosinone, si presentava un protocollo per aiutare le donne vittime di violenze, quasi in contemporanea una studentessa frusinate veniva molestata sul treno. La donna ha reagito e, grazie all'aiuto di due poliziotti presenti sul vagone, il molestatore è stato arrestato.

Il fatto è accaduto mercoledì mattina sul treno che da Frosinone era partito alle 8.40 e che doveva portare la ragazza, di 20 anni, all'università Carlo Bo dove studia per diventare interprete e traduttrice. E ieri, in tribunale a Roma si è svolta l'udienza di convalida dell'arresto dell'uomo, B.G. 65 anni di Castelvolturno, accusato di violenza sessuale. In attesa della direttissima che si celebrerà a maggio, al molestatore è stato imposto l'obbligo di dimora.

Un incubo

A raccontare l'accaduto è la stessa vittima che ha trovato la forza di denunciare l'accaduto. «Ci tengo particolarmente - dice - penso che sia importante perché succede a tante e poche hanno il coraggio di denunciare». E, infatti, non è la prima volta che in treno si verificano episodi di questo genere in danno di ragazze sole. Lei racconta che aveva preso il treno Cassino-Roma per recarsi a lezione. Ma il viaggio che aveva fatto mille volte si è trasformato in un incubo. A un certo punto si è addormentata, all'altezza di Colleferro. Intorno a lei anche gli altri viaggiatori, non tanti, si erano assopiti. Tutti tranne uno. Che ha deciso di sfruttare l'occasione in modo subdolo.

Il racconto

«A un certo punto mi sono svegliata di soprassalto - ricorda la studentessa - anche se ci ho messo un pochino a realizzare quanto stava accadendo. C'era un uomo sulla settantina che si stava strusciando su di me, toccandomi, e che si masturbava. Ha approfittato che non c'era molta gente e chi c'era stava dormendo. Mi sono paralizzata, presa dalla paura. Poi ho cercato di allontanarmi. Ma lui insisteva. Mi ha spinto verso il finestrino e con una mano continuava a toccarmi e toccarsi».

La ragazza è riuscita però ad attirare l'attenzione del passeggero che le sedeva dietro. Lei non poteva saperlo, ma si trattava di un sostituto commissario di polizia, anche lui in viaggio dalla Ciociaria a Roma. «Ho preso il signore e ho urlato "per favore mi aiuti" - continua il racconto - Si è alzato e l'ha scaraventato a terra. In quel momento tante persone si sono dileguate, ma il commissario e un altro agente di polizia sono corsi in mio aiuto. Sono stata fortunata a trovare due angeli che mi hanno soccorsa e sostenuta in tutto il percorso. Il commissario mi ha chiamato anche la sere per chiedermi come stavo. E tutti e due mi hanno accompagnata in tribunale».

L'arresto

In tribunale perché, nonostante lo shock e il conseguente crollo, con il campano che era riuscito a dileguarsi, i due agenti lo hanno inseguito ed acciuffato. A quel punto la ragazza, che non ha esitato un attimo a denunciare l'accaduto, ha chiesto di avvertire la polizia. A Termini, appena il treno ha arrestato la corsa, sono intervenuti gli agenti della polizia ferroviaria in servizio in stazione e il capotreno. I primi accertamenti sono stati condotti nel posto polfer della stazione. Quindi sono state allertate le volanti e il fermato è stato condotto al commissariato Esquilino dove, all'esito di tutti gli accertamenti, è stato arrestato. Il casertano, in base a quanto emerso, in un'altra occasione avrebbe provato a baciare una ragazza. Era vestito in modo trasandato, senza documenti ed aveva bevuto. Ed è italiano.

Nonostante lo shock e tutti i disagi subiti, la ragazza è andata regolarmente a lezione. Accompagnata anche dai poliziotti che si sono voluti sincerare, visto quanto capitato, che arrivasse a destinazione. Il 16 maggio per il processo per direttissima, lei sarà di nuovo a Roma in tribunale.