Una piaga sociale. Una vera e propria dipendenza che causa più danni della droga. È il fenomeno delle videolottery e delle tante macchinette presenti ormai in ogni dove. Una giovane donna del Cassinate ieri mattina è stata fotografata mentre era intenta a cercare la fortuna alle slot, con al fianco suo figlio: un bambino di circa dieci anni.

«Una foto raccapricciante, un'immagine che racconta come, purtroppo, le slot siano una vera e propria dipendenza». Con queste parole l'attivista dell'associazione "Il sole splende per tutti" Bruno Della Corte commenta lo scatto catturato da un cittadino in un bar di Cervaro, lungo la Casilina, e che per tutta la giornata di ieri ha fatto il giro del web fino ad arrivare alla nostra redazione. E non si tratta di un caso sporadico: la mamma in preda alla voglia di giocare - riferiscono alcuni residenti del posto - più di una volta avrebbe portato con sé il minore nei vari locali del Cassinate.

Una piaga purtroppo sempre più attuale e che nel passato, neanche troppo remoto, aveva visto una serie di iniziative della comunità Exodus di don Mazzi che aveva proposto di rendere Cassino città "no slot". Al contrario, da quella proposta lanciata da Maccaro anni addietro, le "macchinette" sono aumentate in maniera notevole non solo nella città martire ma anche nei piccoli centri. Senza alcuna disciplina e a volte con scarsa attenzione: accade anche che le slot siano posizionate in un luogo di transito e non in una sala ad hoc riservata solo ai giocatori, facendo sì, in tal modo, che chiunque possa essere tentato dalla fortuna facile: anche i minori. «Al contrario - spiega sempre Della Corte - non fanno altro che dilapidare le loro ricchezze ed io, con la mia associazione, sono purtroppo testimone di tanti di questi casi».

Se le associazioni fanno sentire la loro voce, al contrario, fa altrettanto rumore l'assordante silenzio delle istituzioni politiche locali e nazionali che, pur condannando a parole il fenomeno, non legiferano sul tema.