Ladri di statuette votive in azione tra i loculi del cimitero di via San Bartolomeo. Lamentele e denunce arrivano dalle vedove che frequentano il luogo quotidianamente e che conoscono ogni loculo palmo per palmo. I ladri non solo portano via le statuette raffiguranti angioletti e santi, ma staccano anche sculture in marmo e le lettere di ottone con le quali sono scritti i dati del defunto. In alcuni casi sono arri- vati addirittura a distruggere i vasi, rovesciandoli senza pietà, calpestando i fiori lasciati da parenti e amici.

«Un gesto non solo di cattivo gusto - ha sottolineato una signora all'ingresso del camposanto – ma di una cattiveria senza paragoni. Chi viene qui lo fa con un peso sul cuore indescrivibile, qualcuno ha perso il marito, o la moglie, qualcuno ha perso un figlio. Il dolore non si dimentica mai. Ma giorno dopo giorno queste visite portano conforto, così come mantenere pulito e in ordine il loculo del proprio caro, con fiori freschi. Non sono rari i casi in cui chi lascia una statuetta o sistema una pianta, non ritrova più niente».

Per qualcuno si tratta di ladruncoli che rivendono poi questi pezzi nei mercatini facendoli passare come pezzi antichi. In tanti invece sono convinti che si tratti di gesti gratuiti e di atti vandalici in pieno stile. «A cosa serve staccare il lumino votivo e lasciare i fili penzolanti? - ha insistito la signora - Chi ha bisogno di una lampadina? Questa è solo cattiveria pura. Lo sfizio di qualche idiota».

Qualche cittadino in preda alla rabbia ha pensato di sottoscrivere una petizione per fare installare le telecamere molti altri hanno invece la convinzione che questi gesti siano compiuti durante le ore di apertura del camposanto, magari da qualche adulto piuttosto che da qualche ragazzo. Tra i mille corridoi che si dipanano tra i loculi e le cappelle è impossibile poter tenere sotto controllo tutta l'area. Allora la proposta che hanno avanzato molti cittadini è quella di mettere qualche guardia a spasso tra i loculi. Qualche arzillo pensionato si è anche proposto come volontario. Tutto pur di preservare le dimore dei cari estinti.