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27 dicembre: nasce Giovanni Keplero, grande astronomo e matematico tedesco
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27 dicembre: nasce Giovanni Keplero, grande astronomo e matematico tedesco

Cultura & Spettacolo

Il 27 dicembre 1571 nasce a Weil der Stadt Giovanni Keplero, grande astronomo e matematico tedesco, oltre che musicista e teologo evangelico. A lui si deve la scoperta delle leggi che regolano il movimento dei pianeti, conosciute come "Leggi di Keplero". Sin da giovane Keplero viene indirizzato agli studi ecclesiastici e fu proprio nell'ambito di questi studi che entrò in contatto con alcuni seguaci del copernicanesimo, che insegnavano all'Università protestante di Tubinga, dove entrò nel 1592. Tra questi studiosi vi era Michael Maestlin, che convinse Keplero della validità delle teorie di Niccolò Copernico. Nel 1594 Keplero dovette interrompere gli studi teologici, perché gli venne affidato l'insegnamento di matematica presso la Scuola Evangelica di Graz, in Austria e successivamente divenne matematico territoriale degli Stati di Stiria. Nel 1597 pubblicò l'opera Mysterium Cosmographicum, nella quale tentò una prima descrizione dell'ordine dell'Universo e più tardi, trasferitosi a Praga, divenne matematico e astronomo imperiale. Nel 1604 osservò una supernova che ancora oggi è nota col nome di Stella di Keplero. Le basi per le sue scoperte astronomiche furono gettate nel 1609, quando pubblicò il suo capolavoro Astronomia nova, in cui formulò le sue prime due leggi. 

Lo scienziato morì a Ratisbona nel 1630 in disgrazia e povertà, e venne sepolto presso il Cimitero di San Pietro a Roma. Il cimitero dove riposava fu distrutto nel 1632 quando le truppe di Gustavo Adolfo, impegnate nell'invasione della Baviera durante la guerra dei trent'anni, distrussero il cimitero; sulla sua lapide è ancora possibile leggere l'epitaffio da lui stesso composto: "Mensus eram coelos, nunc terrae metior umbras. Mens coelestis erat, corporis umbra iacet" (Misuravo i cieli, ora fisso le ombre della terra. La mente era nella volta celeste, ora il corpo giace nell'oscurità). 

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