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27 gennaio: muore Giovanni Verga, maggiore esponente della letteratura verista in Italia
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27 gennaio: muore Giovanni Verga, il maggiore esponente della corrente letteraria del verismo

Cultura & Spettacolo

Il 27 gennaio 1922 muore Giovanni Verga, illustre  scrittore e drammaturgo italiano, considerato il maggiore esponente della corrente letteraria del verismo. Le sue prime opere, “Amore e patria” e “I carbonari della montagna”, pubblicate verso la seconda metà dell’ottocento, sono ancora fortemente legate al modello del romanzo storico. Animato da un forte spirito patriottico si arruola nella Guardia Nazionale e collabora con alcuni settimanali e riviste locali, quali il “Roma degli italiani”, “L’Italia contemporanea” e più tardi “L’indipendente”. Tra il 1862 e il 1863, Verga pubblica poi sul periodico fiorentino garibaldino «La Nuova Europa» il romanzo Sulle lagune, ennesima tappa del suo lungo apprendistato letterario. Ma è a Firenze prima e a Milano poi che, frequentando i salotti e i circoli letterari più noti stringe amicizia con alcuni dei più importanti scrittore e intellettuali del tempo, Luigi Capuana e Treves. In questo periodo scrive uno dei suoi romanzi più conosciuti, “Storia di una capinera” nel 1870 e “Eva” nel 1873, che racconta l’infelice vicenda sentimentale ed artistica di un giovane pittore bohémien.

Alle opere più commerciali iniziano ad affiancarsi allo sfruttamento del filone delle sperimentazioni di natura diversa, come quella Nedda, pubblicato sulla «Rivista italiana di Scienze, Lettere e Arti», che dà il via all’ interesse per la realtà siciliana, poi tema privilegiato dei grandi romanzi verghiani come I Malavoglia e Mastro don Gesualdo. Inizia così una fitta produzione di novelle e racconti, con le quali porta a compimento la svolta verista, che caratterizzerà le sue opere da allora in poi, influenzato anche dalla lettura dei francesi Flaubert e Zola su tutti.“Rosso Malpelo” e i  “I Malavoglia” e “Mastro don Gesualdo” sono gli esempi più esplicativi di questa transizione. Dopo il ritorno a Catania la sua produzione subisce un significativo rallentamento che si concretizza solo, oltre che nella revisione di Vita dei campi (1897), nel romanzo Dal tuo al mio tratto da un’opera teatrale e nell’ ultima novella “Una capanna e il tuo cuore”, pubblicata postuma.

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