Il 22 gennaio 1891 nasce ad Ales Antonio Gramsci, uomo politico, ma anche filosofo, giornalista, linguista e critico letterario italiano. Considerato tra i più grandi pensatori del XX secolo, animato da ideali marxisti , fu tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia. Nel 1926 venne incarcerato dal regime fascista nel carcere di Turi, dove restò fino al 1934 quando, per motivi di salute, fu trasferito in una clinica ospedaliera, dove trascorse i suoi ultimi anni di vita. Oltre alla carriera politica per il quale viene ricordato, Gramsci lavorò come giornalista e critico letterario per la sezione piemontese dell’ Avanti!.

Come pensatore e studioso Gramsci analizzò la struttura culturale e politica della società, coniando il concetto di egemonia, secondo il quale  le classi dominanti impongono i propri valori politici, intellettuali e morali a tutta la società, con l’obiettivo di saldare e gestire il potere intorno a un senso comune condiviso da tutte le classi sociali. Il suo odio verso gli indifferenti è condensato in uno dei discorsi più noti della storia italiana, divenuto un monito ad agire sempre e comunque, coerentemente con i propri ideali, a non voltare mai la faccia dall’ altra parte di fronte a ingiustizie e soprusi, a credere nel cambiamento, che può iniziare anche per mano di un solo uomo.