Il 18 gennaio 1987 muore a Roma Aldo Renato Guttuso, uno tra i maggiori protagonisti della pittura neorealista italiana. Figlio di un agrimensore e acquarellista dilettante, si appassionò sin da bambino alla pittura. Come spesso accadeva nel mondo degli artisti e artigiani, Renato apprese il mestiere frequentando lo studio del pittore Domenico Quattrociocchi e la bottega del pittore di carri Emilio Murdono, iniziando, appena tredicenne, a firmare i propri quadri. Le sue prime opere sono costituite da copie di quadri d'autore, che in gran parte ritraevano paesaggi siciliani dell'Ottocento. Più tardi iniziò a frequentare lo studio del pittore futurista Pippo Rizzo e gli ambienti artistici palermitani. Nel 1928 partecipa alla sua prima mostra collettiva a Palermo. 

Renato Guttuso è uno degli esponenti del movimento artistico italiano noto come Fronte Nuovo delle Arti, di cui facevano parte anche Corpora, Fazzini, Monachesi e Turcato. Si tratta di un movimento nato in Italia nell'immediato dopoguerra e attivo nelle città di Venezia, Roma e Milano. Difficilmente definibile da un punto di vista stilistico, il Fronte Nuovo delle Arti risentiva degli influssi del "secondo post-cubismo" e dell'espressionismo, come testimoniano le opere dello stesso Guttuso. Oltre alla passione per la pittura, Renato Guttuso fu anche un personaggio politico, impropriamente indicato come esponente del realismo socialista e senatore del Partito Comunista Italiano per due legislature, durante la segreteria di Enrico Berlinguer. La sua arte fu pertanto caratterizzata da un forte impegno sociale.