Il film d’esordio di Massimo Troisi, Ricomincio da Tre, è stato nuovamente riproposto, in versione restaurata, nelle sale cinematografiche: per due giorni infatti (il 23 e 24 novembre scorsi) abbiamo potuto ammirare sul grande schermo tutto il talento di un giovanissimo Troisi.

La pellicola – di cui Troisi fu attore, protagonista, regista e sceneggiatore – incassò ben quindici miliardi di lire (nel 1981) e raggiunse il record del film rimasto in sala più a lungo, 600 giorni, ottenendo, inoltre, importanti riconoscimenti, tra cui due David di Donatello e quattro Nastri d’argento.

Completavano il cast l’amico di sempre Lello Arena e Renato Scarpa, nell’indimenticabile interpretazione del personaggio di Robertino. Per l’occasione abbiamo incontrato il direttore della fotografia della pellicola, Sergio D’Offizi, che ci ha regalato un suo commovente ricordo: "Ero impegnato sul set di "Io e Caterina", film con Alberto Sordi, quando il produttore del film Fulvio Lucisano, mi propose di fotografare Ricomincio da tre, interpretato e diretto da Massimo Troisi, al suo debutto cinematografico.  Ho sempre avuto parecchi problemi nel lavorare con registi esordienti, perché, spesse volte, hanno un approccio superbo ed arrogante con chi ha più esperienza di loro. Credono di poter far tutto quello che vogliono, non ascoltando consigli di nessun genere.

Ma non Troisi, lui rappresentava un’eccezione: Massimo era una persona eccezionale, sensibile, intelligente. Aveva grande rispetto verso noi della troupe, non aveva certo la giusta esperienza tecnica per dirigere un film, ma ne era cosciente e per questo si avvicinò al mezzo cinematografico con molta umiltà. Secondo la mia opinione i suoi tempi di recitazione erano un po’ lenti per il cinema, lui in fondo veniva dal teatro e dalla televisione, non poteva avere  le cadenze e i ritmi cinematografici di un  testo scritto per il grande schermo. Glielo feci notare e lui mi rispose, con la consueta sincerità: “Conosco solo questi, fanno parte di me”.

In fondo aveva ragione, non si poteva snaturare un così grande talento, Troisi era perfetto così! Il nostro film, che vedeva come interprete un altro grande protagonista de La Smorfia, Lello Arena, ebbe un successo straordinario, oltre le più rosee aspettative.  Massimo era anche un attento osservatore, cercò di comprendere il più possibile le potenzialità del mezzo cinematografico, sapeva ascoltare i consigli di chiunque, che venissero dal semplice macchinista, da me o dal produttore. Aveva voglia di imparare e il giusto entusiasmo. In seguito confermò le sue doti in più di un film di successo, fino al commovente, ultimo film: Il Postino.  Massimo, purtroppo,  se ne andato troppo presto, di sicuro ci avrebbe regalato altri splendidi momenti di poesia.