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Addio a Dario Fo: al cinema fu un perfetto “svitato”
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Addio a Dario Fo: al cinema fu un perfetto “svitato”

Nazionale

Si è spento ieri, all’età di novant’anni, il premio Nobel per la letteratura Dario Fo, drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo e attivista italiano. L’eterno giullare che ha incantato il mondo sul finire degli anni sessanta, portando sulle scene quel Mistero Buffo (monologo in cui conia una nuova lingua, il grammelot), dove rielabora come mai prima testi popolari e vangeli apocrifi, in un linguaggio teatrale che mescolava lingue e dialetti, si è cimentato anche nel cinema: Scuola elementare di Alberto Lattuada,  Rascel-Fifì di Guido Leoni, Souvenir d’Italie di Antonio Pietrangeli, Follie d'estate di Edoardo Anton e Carlo Infascelli, I promessi sposi di Salvatore Nocita (per la televisione dove Fo interpreta Azzeccagarbugli), Musica per vecchi animali di Stefano Benni e Umberto Angelucci, il doppiaggio di La freccia azzurra di Enzo D’Alò e Johan Padan a la descoverta de le Americhe di Giulio Cingoli, ma soprattutto Lo svitato di Carlo Lizzani, il suo film più celebre.

Nel film di Lizzani, Fo interpreta Achille, fattorino nella redazione di un giornale milanese della sera, che sogna di diventare giornalista, che viene raggirato da un certo Gigi, che lo convince a mettere in scena una falsa notizia, per poi averne l’esclusiva: i due decidono così di sequestrare i cani di una mostra canina e di liberarli dopo qualche giorno, in modo così di realizzare il doppio scoop del sequestro e del ritrovamento. Nel cast anche Franca Rame (che Fo sposa due anni prima), di cui Achille si innamora.  Anche se l’esordio di Fo sul grande schermo non venne accolto dalla critica in maniera positiva, c’è da dire, però, che la sua fisicità e la sua comicità giocata esclusivamente sul corpo, rimangono ad oggi uno dei pochi esempi di una certa rappresentazione cinematografica italiana che all’estero aveva trovato meccanismi perfetti in Buster Keaton o Jacques Tati. Nel film, che Dario Fo scrisse insieme a Lizzani, il fratello Fulvio, Augusto Frassinetti, Massimo Mida e Bruno Vailati, c’è da segnalare una sequenza-simbolo molto interessante: l’esilarante inseguimento ad un tram di Achille per le vie di Milano.

 

Lo svitato

regia: Carlo Lizzani; sceneggiatura: Dario Fo, Fulvio Fo, Augusto Frassinetti, Carlo Lizzani, Massimo Mida, Bruno Vailati; fotografia: Armando Nannuzzi; montaggio: Enzo Alfonzi; musiche: Roberto Nicolosi; suono: Alberto Bartolomei, Gabriele Della Vedova; operatore: Marcello Gatti; scenografie: Mario Sertoli; scenografie e set: Pek G. Avolio; trucco: Duilio Giustini; acconciature: Gustavo Sisi; aiuto regia: Dario Fo, Massimo Mida; produttore: Bruno Vailati; direttore di produzione: Mariano Englen, Gino Mordini; interpreti: Dario Fo, Franca Rame, Giorgia Moll, Leo Pisani, Riccardo Tassani, Umberto D’Orsi, Carlo Bagno, Antonio Cannas, Cioni Carpi, Giancarlo Cobelli, Franco Ferrari, Amedeo Girardi, Umberto Molino, Laura Piatesi, Enrico Rame, Jacopo Fo; produzione: Galatea Film; distribuzione: Ente Nazionale Industrie Cinematografiche (ENIC); paese: Italia; anno: 1956.

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