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Conversazione con l’attore e doppiatore Angelo Evangelista
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Conversazione con l’attore e doppiatore Angelo Evangelista

Cinema

Angelo Evangelista, doppiatore e attore, nonché interprete di numerosi spot pubblicitari alimenta con sempre maggiore successo quella spiccata predilezione verso il cinema e il mondo dello spettacolo (da Mastroianni a Manfredi, passando per De Sica) di una terra che è stata sempre molto feconda e generosa sotto questo punto di vista. Originario della città di Cassino, dove tuttora vive, Evangelista (a proposito, oggi è il suo compleanno, auguri!) può contare nella sua filmografia di doppiatore, titoli di grande successo come  Harry Potter, Alvin Superstar, Kick ass, Angeli ribelli, The stag, etc…

-Si è da poco concluso il 73esimo Festival di Venezia: lei è tra i doppiatori di uno dei film che sono stati in concorso, ovvero “Frantz” di Francois Ozon. Cosa può dirci a proposito? 

Ho avuto il piacere e la fortuna di doppiare uno dei film più belli degli ultimi anni. “Frantz” è a mio parere la dimostrazione che il cinema d’autore ancora esiste, e Francois Ozon ne è l’icona indiscussa. Reputo questo lungometraggio un dipinto, studiato e curato in ogni minimo dettaglio, dai colori, al cast, alla storia, ai dialoghi, etc.. L’edizione italiana è stata concepita un po’ alla “vecchia maniera”, con tempi e procedimenti molto più accurati, e questo ha portato ad una miglior qualità del prodotto e del lavoro svolto. Spero di continuare ad essere la voce italiana di un attore bravo e brillante come Pierre Niney.

-Come è arrivato ad intraprendere la carriera di doppiatore?

Da bambino cantavo in tantissime trasmissioni televisive come “Carramba, Domenica in, Fantastica, I cervelloni, Uno mattina, Buona domenica, etc..”, ho inciso canzoni distribuite da “Five records, poi R.T.I.”, e mi sono esibito nelle più importanti piazze italiane. Ho sempre amato giocare con la mia voce, e così in adolescenza mio padre mi iscrisse ad un corso di doppiaggio. Pian piano ho iniziato a lavorare, sono entrato nel giro, e mi sono innamorato sempre più di questo magico mondo.

-Quali consigli si sentirebbe di dare a chi volesse avvicinarsi a questa professione?

Esorto tutti i bambini o i ragazzi che sentono di avere una forte predisposizione per il doppiaggio e la recitazione, a mettersi in gioco, a provare, contrariamente a molti miei colleghi che sconsigliano di avvicinarsi a questo mondo, definendolo “chiuso”. E' difficile, anzi difficilissimo per chi inizia, ma come in tutte le cose, se ci credi veramente prima o poi ci riesci.

-La scuola italiana (per quanto riguarda il doppiaggio) è considerata come la migliore al mondo: quali sono, secondo lei, i segreti che hanno contribuito a tale primato?

Il doppiaggio in Italia è storicamente un lavoro di altissima professionalità, e le voci italiane sono in assoluto le migliori al mondo. Negli ultimi anni, con la nascita di tantissimi canali della piattaforma digitale e satellitare, purtroppo il lavoro è diventato un po’ una “macchina da guerra”, ce n’è molto e va fatto in tempi troppo rapidi e con meno attenzione al risultato finale. Su alcuni generi seriali si tende al risparmio e questo ovviamente porta ad un abbassamento qualitativo, ma nel complesso l’attenzione che viene data al nostro mondo è sempre molto alta, e spero lo sarà ancora per i prossimi decenni.

-Oltre a prestare la sua voce, lei cura anche gli adattamenti dei dialoghi: può spiegare ai nostri lettori in cosa consiste questa mansione?

Sì, da ormai diversi anni curo anche i dialoghi di molti film e serie tv. Ho una stretta collaborazione con RaiUno e Raidue, e questa mi ha portato a scrivere e firmare prodotti davvero noti al pubblico italiano. La figura dell’adattatore è estremamente importante in un film; oltre a tradurre ogni singola battuta, è colui che ha la capacità di saper cogliere e riproporre il linguaggio parlato, e quando serve inventarlo. Non si tratta quindi tanto di conoscere una lingua straniera, quanto di avere questa particolare capacità nella propria lingua. Il lavoro dell’adattatore è considerato dalla S.I.A.E. “opera dell’ingegno umano”, perciò occorrono enormi capacità sia linguistiche che creative per poterlo svolgere. Uno dei miei ultimi lavori è un film cinema particolarmente impegnativo e apprezzato dal grande pubblico, dal titolo: “Bastille day- il colpo del secolo”.

-Le è mai capitato di incontrare qualcuno degli attori che ha doppiato?

Mi è capitato una volta a Roma, per caso. E’ un attore americano estremamente buffo e divertente, Jack Salvatore, noto a tutti i teenager come “Mark del Figgalo” in “Zoey 101”. Mi aveva scritto una email chiedendo se potevamo conoscerci, dato che lui sarebbe venuto in vacanza in Italia per dieci giorni. E’ stata una bella esperienza, e devo ammettere, anche emozionante.

-Tra i tanti a cui ha prestato la sua voce, a quale è più affezionato?

A un attore che ho doppiato circa dieci anni fa nella serie “15/love” per Italia 1. Mi ha insegnato tanto e mi ha fatto crescere molto, professionalmente parlando. Ad ogni modo cerco di dare del mio meglio in ogni progetto, e di “recitare il meno possibile”, parlando così come si fa nella vita di tutti i giorni. Secondo me un bravo doppiatore, si riconosce proprio dalla sua capacità di far capire il meno possibile allo spettatore che quel film è stato doppiato. Più sei vero e credibile, più sei bravo. Perciò i doppiatori sono prima di tutto attori.

-Una curiosità che esula dal suo lavoro: lei è stato il primo italiano ad aver acquistato un pezzo di luna e ad averlo intitolato al paese di origine dei suoi genitori e sua cittadina di residenza. Ci spieghi meglio…

Sì, sono noto per le mie idee originali e per i miei acquisti un po’ “fuori moda”. Mi affascina l’universo e resto incantato quotidianamente dalla bellezza delle stelle, del sole, della luna, etc.. Resterei per ore a guardare il cielo e a pensare. Così, quando seppi che nel mondo qualcuno aveva comprato un pezzettino di luna, pensai di farlo anch’io. Non immaginavo minimamente che avrei scatenato il caos tra giornali e telegiornali, eppure mi sono divertito. In fondo è questo che cerco di fare quotidianamente, nel lavoro e nella vita: divertirmi ed emozionarmi con i viaggi e con le cose che più mi piacciono.

 

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