Da poco un’importante ricorrenza è stata celebrata in tutto il mondo: parliamo dei quattrocento anni dalla morte del grande William Shakespeare, avvenuta il 23 aprile del 1616.

Ci può parlare della sua imminente tournèe “Shakespeare’s Dream”?

Ho deciso di lanciare la notizia di questa mia nuova avventura proprio il 23 aprile scorso, data importante per ricordare il più grande Uomo di Teatro dell'ultimo millennio. Non posso svelare ancora molto su “Shakespeare's Dream” perché stiamo mettendo a punto le ultime "rifiniture" per usare un termine da artigiano visto che noi teatranti siamo anche un pò degli artigiani. Posso però anticipare la presenza in oleogramma accanto a me, di un grande intellettuale del teatro, Cesare Scata', che introdurrà i sogni shakespeariani vissuti dai grandi protagonisti della scena elisabettiana da me riproposti e interpretati. Le suggestioni musicali saranno create dal Maestro Antonio Nasca. Mi dividerò tra Shakespeare's Dream e un altro spettacolo, che mi vedrà protagonista accanto a Mario Mattia Giorgetti, direttore del mensile “Sipario”, che cura anche la regia. L'opera a due personaggi dal titolo “Papà sei di troppo” del talentuoso Yannis Hott.

Rimaniamo nell’ambito teatrale:  presso il prestigioso Piccolo Teatro d'Europa di Milano, diretto da Giorgio Strehler, infatti, lei si forma sotto la guida di maestri come Marcel Marceau, Carolyn Carlson,  Klaus Maria Brandauer. Verrà diretto negli anni da nomi come Glauco Mauri, Giorgio Albertazzi e lo stesso Strehler, con cui esordisce nel 1993 nel Faust.

A volte quando mi guardo indietro ripenso con un insieme di stati d'animo che vanno dalla soddisfazione alla nostalgia, a tutto ciò che ho vissuto e cercato di apprendere dai grandi Maestri che ho avuto il privilegio di incontrare nel corso della mia carriera. Le guide nella vita sono fondamentali, come fondamentale è il confronto, il mettersi in discussione, cercare di capire il momento che stiamo vivendo, sempre ovviamente con gioia e positività. Il mondo cambia rapidamente e con esso anche il linguaggio teatrale, la sua comunicazione e il pubblico è sempre più esigente. Come ha imparato a scegliere i prodotti migliori al supermercato, così non si accontenta più di due sorrisi o ciò che gli viene propinato dalle dinamiche " raccomandantesche". Vuole attori, attrici e spettacoli alla stregua del mercato internazionale.

La televisione. Numerose le sue partecipazioni in fiction di successo: tra i tanti ruoli, non possiamo non ricordare il personaggio del marchese Andrea Obrofari , nel fortunatissimo “Orgoglio”. Un ricordo?

“Orgoglio” è rimasto nel mio cuore e nel cuore di molti. Furono tre serie di grande successo per Rai Uno. Sono emozioni che si custodiscono per sempre nel proprio cuore. Mi ritrovai di colpo catapultato nelle case di milioni di telespettatori che seguivano assiduamente, puntata per puntata, e per l'esattezza trentasei in tutto, le storie dei protagonisti. Un cast meraviglioso, una sceneggiatura che sembrava nascerci dall'anima tanto era scritta bene... E poi ognuno di noi metteva del proprio ovviamente. Tra i ricordi più belli, i momenti tra un ciak e l'altro dove continuavamo a rimanere nella “parte” scherzando tra noi. Sentivamo di vivere un sogno e per questo c'era una grande allegria sul set. Positività e successo vanno a braccetto.

Un cast internazionale invece per “L’inchiesta” (regia di Giulio Base), miniserie-tv, dove lei interpreta il ruolo di Caligola accanto a mostri sacri come Max Von Sidow,  Murry Abrams e Franco Nero.

Amo la storia antica, la storia di Roma e aver ricoperto il ruolo di Caligola e altri personaggi che definirei "archeologici" è stato per me un altro importante traguardo. Era ciò che sognavo, che volevo. Ho deciso di vivere a Roma, perché negli anni ho cercato di inseguire, ritrovare quella mia antica appartenenza all'impero. Il privilegio del nostro lavoro è proprio quello di esplorare i secoli e cercare di conoscerne i segreti. Caligola mi ha aperto un mondo e recitare accanto ad attori come Max Von Sidow è stato estremamente arricchente. Inoltre uomo di grande generosità e umanità...come tutti i grandi ovviamente.

La sua esperienza in India con La strada dei colori di Anish J. Karrinad?

Colori appunto tanti colori e un'industria, quella indiana, che corre alla velocità della luce. Professionali, stacanovisti, molto produttivi e con un pizzico di follia. È capitato spesso che cambiassero scene all'ultimo momento per paura che ci fossero plagi estemporanei della sceneggiatura. La concorrenza in India e' molto alta e c'è una grande competizione. Io personalmente mi sono trovato benissimo, trattato come una divinità a tal punto che una volta rientrato a Roma mi sono sentito come risvegliato da un sogno bellissimo.

Con quale regista le piacerebbe lavorare?

Con tutti e dico davvero tutti perché l'importante è fare, creare, sentirsi vivi attraverso il “poiein”. Spesso cito una frase di “Eliogabalo” di Artaud: “quando vivo non mi sento di vivere, ma quando recito io sento di esistere”. Ci sono molti giovani registi in gamba con i quali vorrei lavorare.

Oltre a recitare, c’è una passione particolare con cui riempie il suo tempo libero?

Mi chiudo nei musei, amo la corsa al parco di fronte casa e tengo stretta stretta tra le mie braccia la mia giovane dea ciociara che è la mia musa ispiratrice e il mio amore.

Sito ufficiale: www.vincenzobocciarelli.com