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Disoccupato e malato:
la triste storia di Luigi

Ceccano

Diciamo subito che il signor Luigi si trova in una situazione di “illegalità” che non gli permette neppure di fare domanda per un alloggio popolare, come a suo dire, gli avrebbero anche risposto i servizi sociali da lui interpellati.
Rientra, infatti, in quella categoria di occupanti abusivi che vengono tagliati fuori dalle regolari graduatorie abitative dell’istituto Ater. Ma il signor Luigi, 58 anni, è abusivo perché disperato, perché nella sua condizione di disoccupato, senza pensione e malato cronico non sa a quale santo votarsi.

Titolare di un alloggio Ater al quartiere Di Vittorio, dopo la separazione dalla moglie ha dovuto abbandonare la casa.


Questi i fatti. Non ha un lavoro stabile da decenni e vive di espedienti, 8 anni fa si è separato dalla moglie a cui il giudice ha assegnato l’alloggio popolare al quartiere Ater “Di Vittorio” dove la donna è rimasta con i figli maggiorenni e il cui titolare era proprio Luigi. Da quel momento il tracollo economico e umano: dorme per cinque anni in auto in un campetto del suo quartiere. Poi viene a sapere che un albanese che occupava abusivamente un appartamento Ater a via Gaeta lo ha lasciato libero perché all’estero per sfuggire alla giustizia italiana. Da meno di un anno Luigi abita lì, a via Gaeta, senza utenze, perché un abusivo non può chiedere gli allacci. Ora deve abbandonare l’alloggio: per le occupazioni abusive la tolleranza è zero; non ci sono “condoni”. Luigi dice di essersi rivolto anche al parroco della collegiata di San Giovanni che gli ha consigliato di recarsi al centro di ascolto diocesano di Pietraliscia.

Ma Luigi ha bisogno di un tetto e di assistenza. Non è in grado di provvedere a se stesso. Per la legge ha torto,ma forse questo è uno di quei casi in cui la disperazione si dovrebbe gestire con grande umanità.
Luigi Fratangeli è allo stremo, la depressione gli fa versare lacrime struggenti che dovrebbero aprire il cuore solidale di parrocchie, Comune, associazioni.

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