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Via libera al restauro della Croce dei Passionisti: pronti 4.000 euro

Gizzi, Aversa e la Garberini durante il sopralluogo alla Croce dei Passionisti

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Via libera al restauro della Croce dei Passionisti: pronti 4.000 euro

Ceccano

Al via il secondo dei tre interventi autorizzati a fine novembre dal Ministero dei beni e delle attività culturali: la Giunta ha approvato il progetto di restauro del monumento della croce dei padri passionisti, ubicato all’incrocio tra via Madonna de’ Loco e via Pastore, affidando la direzione alla restauratrice tiburtina Anna Paola Garberini e la realizzazione dei lavori alla società Edipali. Confermata, quindi, in blocco la “premiata ditta” che si era già dedicata a ridare nuova luce al monumento dell’immacolata di viale della Libertà.

Dopo aver speso quasi 3.000 euro per la Madonnina dei giardinetti, l’amministrazione ne investirà più di 4.000 per sottrarre al degrado la storica croce che risale al 1937 e ricorda le missioni della Congregazione della Passione di Gesù Cristo. La terza opera restaurativa sotto l’egida della soprintendenza interesserà il portale in stile gotico della chiesa di San Nicola. Grande soddisfazione per l’assessore alla cultura Stefano Gizzi, il cui lavoro congiunto con la quarta commissione, con l’assessore ai lavori pubblici Massimo Ruspandini e con il consigliere delegato al decoro urbano Michelangelo Aversa continua a dare frutti nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico cittadino.

Ora serviranno altri 4.500 euro per la manutenzione pre-restauro del monumento ai Caduti di piazza XXV Luglio, affidata anch’essa alla ditta Edilpali e a un’idropulitrice che eliminò dal travertino i muschi che offendevano la memoria delle vittime militari e civili delle due guerre mondiali.

Il commissario prefettizio Edoardo D’Alascio, il primo dei due “spartiacque” tra la passata e la nuova amministrazione, rimase stupefatto per il pessimo stato dell’opera commemorativa dell’artista Domenico Peruzzi e nell’estate del 2014 spedì gli operai comunali a ripulirla dopo decenni di incuria.

Ora non si può che rimanere stupefatti dalla straordinarietà di interventi che dovrebbero essere semplicemente ordinari.

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