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Domenica 11 Dicembre 2016

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Scontro al vetriolo sul caso delle Foibe tra scritte sui muri e anatemi

Una delle scritte apparse ieri su un muro di via Fabrateria Vetus

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Scontro al vetriolo sul caso delle Foibe tra scritte sui muri e anatemi

Ceccano

A Ceccano succede anche questo: in poco meno di due giorni si torna indietro di settant’anni. Sui muri di via Fabrateria Vetus sono apparse ieri mattina delle scritte, alcune delle quali pesantemente offensive come “Anpi infami!”. E poi: “Foibe. Io non scordo!”. Il Comune ha provveduto, sempre nella giornata di ieri, a cancellarle.

Ma cosa era accaduto nei giorni precedenti? Qualche settimana fa c’era stato un convegno dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia) dal titolo “Le Foibe e i confini orientali” seguito, nei giorni scorsi, da un comunicato durissimo del Comitato 10 Febbraio che arrivava ad apostrofare su facebook come “vergognoso” l’intervento di un relatore del convegno, Daniela Mastracci. La professoressa Mastracci aveva posto l’accento sul concetto di vittima e sulla relazione che la legge 92/2004 (con cui si istituisce la giornata delle memoria per le vittime delle foibe) pone fra vittima e carnefice. Il Comitato 10 Febbraio aveva anche invitato l’Anpi a un confronto pubblico, ma dall’associazione partigiani non era giunta nessuna risposta.

Sempre sul convegno si era espresso Fernando Incitti, leader ciociaro di Casapound, che senza mezzi termini aveva definito il convegno Anpi «un atto infame». Anche Sergio Arduini, responsabile provinciale associazione combattenti Decima Mas, è intervenuto sul caso parlando di una «conferenza impostata su tematiche negazioniste». Nessuna replica, per il momento, da Gianluca Popolla, presidente dell’Anpi.

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