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Continua la battaglia tra Cosilam e Asi per il patrimonio conteso

Cassino

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio nella serata di lunedì ha emesso la propria sentenza in merito alla causa intrapresa dal Cosilam per il patrimonio insistente nel territorio consortile e attualmente gestito dal Consorzio Asi di Frosinone.
Su tale ricorso i giudici del Tar, pur non esprimendosi sul merito della questione, hanno dichiarato il ricorso “inammissibile per difetto di giurisdizione”.
La Regione affermava di “non essere proprietaria dei beni richiesti e, quindi, di non poterne disporre, va rilevato che la questione verte sulla proprietà dei beni infrastrutturali insistenti sul territorio laziale di competenza dei due consorzi e, pertanto, la giurisdizione compete al giudice ordinario”.
«Il Tar non è entrato nel merito della questione – ha affermato il Presidente del Cosilam Pietro Zola – Il Consorzio proseguirà con la propria azione legale perché ritiene che non sia accettabile che infrastrutture presenti nel territorio del Cassinate vengano gestite da un Ente industriale che ha competenza in altre zone della provincia.
Ogni anno l’impianto di depurazione e il raccordo ferroviario Fca, e l’acquedotto industriale Cassino-Pontecorvo garantiscono utili per oltre 800 mila euro.
Si tratta di risorse che vengono prelevate dal Cassinate e che vengono investite nel nord della provincia di Frosinone. Per questo motivo continueremo la nostra battaglia legale per vederci riconosciuto un diritto che ci spetta sin dall’istituzione del Cosilam».
Una questione spinosa che va avanti da molto tempo e che vede il Consorzio di Sviluppo Industriale del lazio meridionale in prima fila nella difesa dei beni in questione. La partita è ancora aperta.

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