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Un'antenna di troppo scatena le polemiche delle associazioni
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Un'antenna di troppo scatena le polemiche delle associazioni

Villa Santa Lucia


Un’antenna di telefonia in pieno centro, a ridosso delle abitazioni, di un’antica chiesetta e - soprattutto - in zona ad elevato rischio idrogeologico. A puntare il dito, anzi, a denunciare formalmente la situazione sono stati i membri dell’associazione “San Martino” di Villa Santa Lucia, impegnata nel tutelare e difendere il territorio. Gli stessi che nei giorni scorsi hanno provveduto anche a distribuire volantini eloquenti sulla situazione.
I membri dell’associazione presieduta da Mariano Vizzaccaro, insieme a numerose famiglie della zona, hanno voluto dire un secco “no” all’antenna di telefonia che violerebbe - a loro avviso - l’articolo 3 (numero II) del Piano di Stralcio per l’assetto idrogeologico che «nelle zone ad alto rischio (R4) come quella dove è stata posizionata la contestata antenna fa espresso divieto di qualunque trasformazione dello stato dei luoghi. Sia sotto l’aspetto morfologico, infrastrutturale che edilizio». I lavori, però, nonostante queste considerazioni sono stati avviati a partire dal 18 dicembre scorso.


«Fermo restando che alle reti di telecomunicazioni in quanto assimilate ad opere di urbanizzazione primaria - hanno fatto sapere i membri dell’associazione “San Martino” che si sono rivolti all’avvocato Malafronte per la loro battaglia - si applica quanto previsto espressamente per tali infrastrutture del Testo Unico per l’Edilizia e pertanto sono assoggettati a permesso a costruire, dobbiamo chiederci in prima istanza: la domanda presentata per l’installazione ha ricalcato appieno i dettami normativi vigenti in materia? Secondo noi no. Perchè come stabilito dalla Corte di Cassazione, la sussistenza di un piano comunale tecnicamente valido inibisce la formazione di un silenzio-assenso. Ma ancor più la questione è legata alla posizione in cui si trova, ovvero la zona R4 “area a rischio molto elevato” e ad evidente rischio frana, così come dichiarato anche dall’Autorità di bacino del fiume Liri e Garigliano».


Per questo i membri dell’associazione hanno chiesto alla Procura di Cassino che venga effettuata ogni necessaria indagine per ravvisare anche eventuali ipotesi di reato e predisporre dunque anche il sequestro dell’area.

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