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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Una casa per sei famiglie grazie a Housing Punto Zero

Il comune di Cassino in piazza De Gasperi

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Una casa per sei famiglie
grazie a Housing Punto Zero

Cassino

Sono le sei le famiglie che, ricevuto lo sfratto esecutivo, hanno trovato alloggio grazie al progetto Housing Punto Zero del Comune di Cassino. Si tratta di un piano sperimentale che passa per una soluzione abitativa transitoria, per l’integrazione e il reinserimento sociale e professionale fino al supporto nella ricerca di abitazioni autonome.

"Un ringraziamento  - spiega l'assessore al ramo Stefania Di Russo - lo rivolgiamo alla professionalità e alla pazienza dimostrata dal responsabile e dai dipendenti della Cooperativa Arca impegnati in questo progetto.

Un cammino iniziato 4 anni or sono grazie al quale è stata abbandonata la strada dell’assistenzialismo e si è intrapreso un percorso che mette al centro la persona nella sua interezza. Il Progetto Housing Punto Zero è un ulteriore passo in tal senso grazie al meccanismo allargato su cui si basa che prevede che un cittadino in condizione di sfratto esecutivo, una volta sottoposto a dovuti controlli, possa ricevere una casa sottoscrivendo un patto di servizio ed iscrivendosi al regolamento del volontariato, fornendo, pertanto, senza alcun contributo e con la sola copertura assicurativa, un servizio di poche ore settimanali di pubblica utilità per la cittadinanza".

Un processo in cui l’assegnazione della casa per un periodo transitorio di sei mesi-un anno è coadiuvata da una serie di azioni precedenti di natura socio – educativa affinché quella famiglia ritrovi l’equilibrio relazionale ed economico su cui poter costruire un recupero sociale che le consenta di potersi procurare un’abitazione con proprie forze e risorse.

Ma molti sono quelli che rifiutano. Decidono così di continuare a  vivere in condizioni di forte disagio abitativo. Spesso l'idea di dover condividere degli ampi spazi con altre persone o il dover saltuariamente svolgere dei lavori socialmente utili oppure accettare l’aiuto e la consulenza di un educatore familiare sono i motivi che portano alcuni a rinunciare a questo progetto.

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