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Gianni Violo

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Rocca Janula
La "ricetta" di Violo

Cassino

La riapertura della Rocca Janula alimenta il dibattito in città. Se da una parte l'Amministrazione esulta, dall'altra l'opposizione va all'attacco evidenziando quelle che sono le criticità.

"Dopo lungo tempo - spiega Gianno Violo - la Rocca Janula restaurata è tornata ad essere un patrimonio dei cassinesi, dei cassinati e del mondo intero. È stato un evento straordinario l’apertura al pubblico di un “bene monumentale” che si appresta a diventare un luogo di aggregazione cittadino, tenuto conto che Cassino, diversamente da altri centri della nostra provincia come Alatri, Anagni, Veroli, Arpino, è stata completamente rasa al suolo e non può contare su un vero centro storico cittadino. Questa magnifica struttura, riportata ai fasti che le competono, può incidere sicuramente sul rilancio turistico del nostro territorio, se pubblicizzata nella maniera giusta. Ma ancora tanto resta da fare per rendere veramente fruibile l’opera come altri interventi strutturali ed, in particolare, l’abbattimento delle barriere architettoniche per consentire anche ai diversamente abili di poter raggiungere senza difficoltà quel sito, apprezzarne la bellezza ed il magnifico panorama che si può ammirare da quel punto di osservazione. Inoltre è necessario contestualizzare questo importante bene culturale nel tessuto cittadino con l’inserimento di cartelloni informativi sulla storia della Rocca Janula e della opportuna segnaletica per consentire ai turisti di raggiungerla rapidamente e senza intoppi. Per completare il recupero di quell’area occorre riportare alla luce del sole la vecchia Cassino, dando così vita ad un “percorso della memoria” che partendo da via Riccardo da San Germano si inerpichi fino alla Rocca Janula, ove potrebbe essere allestita una mostra fotografica permanente con le immagini della bellissima ed elegante Cassino degli anni 40 e del martirio compiuto dagli eventi bellici del ’44. Ma si sa che tra ciò che occorre fare e ciò che effettivamente viene realizzato c’è di mezzo un oceano.

L’amministrazione Petrarcone in questi anni si è distinta per l’immobilismo amministrativo e per una serie di annunci ad effetto di opere importanti che avrebbero dovuto cambiare il volto della città martire come la funivia, con il rifacimento della megastazione di partenza nella villa comunale, l’isola pedonale permanente, il nuovo mercato coperto, nonché parcheggio per Bus turistici, sull’ex Campo Miranda e il multipiano su piazza Nicholas Green. Petrarcone si è fermato solo agli annunci, mai seguiti dalla realizzazione. Per questa ragione, per recuperare il terreno perduto, rilanciare la sua immagine di Sindaco impegnato per il bene della città, al solo scopo di dimostrare di aver fatto qualcosa di concreto nell’imminenza della sua campagna elettorale partita la settimana scorsa, nel giro di due mesi ha organizzato due eventi: quello di apertura della Rocca Janula a settembre con gli abiti di Gattinoni e quello successivo con i Giorni di Giano ad ottobre. Tutto troppo in fretta per poter predisporre la cartellonistica e le indicazioni stradali dedicate, per pensare all’abbattimento delle barriere architettoniche e per soffermarsi a riflettere su una parola magica: lavoro. Cassino, infatti, più che mai ha bisogno di posti di lavoro e l’apertura della Rocca Janula, se solo ci avesse pensato, sarebbe stata un’ottima occasione per costituire una cooperativa di giovani, che l’avrebbero tenuta sempre aperta, occupandosi peraltro di gestire l’accoglienza, le visite guidate, il parcheggio e la pulizia del sito.

L’amministrazione Petrarcone inoltre, se avesse avuto veramente a cuore l’economia e le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio, avrebbe potuto pensare alla costruzione di piccoli gazebo o edicole in legno, in sintonia con il luogo e la struttura, da allocare lungo il viale che porta alla Rocca e dare in gestione a chi si occupa e lavora prodotti di origine controllata o a denominazione di origine protetta per la loro promozione e vendita. Ciò avrebbe consentito di recuperare fondi per migliorare lo stato pietoso dei marciapiedi o della rete viaria urbana. Le riflessioni appena fatte ancora una volta portano a ribadire le solite conclusioni: di tutto ciò che Petrarcone ha annunciato e non concretizzato e di quello che effettivamente la nostra città ha ancora necessità di realizzare, se ne occuperà chi verrà dopo di lui".

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