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Didattica e ricerca:
le priorità del rettore Betta

Cassino

«Non c’è una sola priorità, ci sono tante situazioni da affrontare. Non appena il primo novembre entreremo in carica lo faremo». Con il garbo che lo contraddistingue il neo rettore Giovanni Betta non annuncia i progetti in cantiere, anche perché fino alla fine di ottobre alla guida dell’Ateneo ci sarà l’amico e collega ingegnere Ciro Attaianese. Ma tra poche settimane toccherà alla nuova squadra varata da Betta - che vede come pilastro il professore Trequattrini, vicario con delega al bilancio - governare i processi e affrontare le nuove sfide alle quali l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale è chiamata. E allora, per quella data, la compagine di Betta e Trequattrini non potrà farsi trovare impreparata.

Bene le immatricolazioni
L’entrata in carica della nuova governace d’Ateneo è previste nello stesso giorno in cui scadono i termini per le immatricolazioni. «Sostanzialmente c’è una buona tenuta, anche e soprattutto se si considera il dato nazionale che vede un calo un po’ ovunque. Rispetto a ottobre dello scorso anno - rivela Betta - registriamo qualche unità in meno, ma considerato il pasticciaccio Isee siamo sicuri che in tanti aspetteranno gli ultimi giorni per iscriversi e potremo anche aumentare. In ogni caso il dato va contestualizzato: si è parlato nei giorni scorsi di un calo di Giurisprudenza ma è giusto evidenziare che la Seconda Università di Napoli sta chiudendo quest’anno con 40 iscritti le immatricolazioni a questo corso di laurea». Quindi il neo rettore evidenzia il ruolo centrale della didattica e della ricerca e spiega che saranno i primi settori nei quali interverrà. «Nei prossimi mesi siamo chiamati già a lavorare all’offerta formativa per l’anno accademico 2016/2017; tra dicembre e gennaio c’è la valutazione sulla ricerca di tutti gli atenei: un’operazione che condiziona il finanziamento delle università nel prossimo triennio, quindi abbastanza delicata. Sempre per quanto riguarda la ricerca nelle prossime settimane la Regione partirà con il bando di finanziamento alle imprese in cui l’università sarà direttamente coinvolta: sarà pertanto redatto un piano e delle priorità d’azione con ognuno dei delegati per il primo anno di governo». Una delle priorità è certamente quella di riprendere i rapporti con tutte le istituzioni e amministrazioni del territorio. Un compito delegato che Betta vuole gestire in prima persona, per questo non ha individuato un delegato ad hoc. «Con il Comune di Sora va deciso cosa fare del polo visto che non c’è un’attività didattica consolidata» argomenta il rettore. Su Cassino è fiducioso: «Ho avuto modo di conoscere alcuni assessori e abbiamo già in serbo qualche iniziativa che al momento opportuno annunceremo».


Rapporto con il Cosilam
Anche il rettore vicario, nonchè ex presidente del Cosilam Raffaele Trequattrini, concorda sul fatto che è necessario aprire una nuova stagione nei rapporti con le istituzioni locali. «I dati sulle immatricolazioni e il fatto che il bilancio è sano sta a testimoniare che in questi anni è stato fatto un buon lavoro. Per integrare maggiormente il Campus con la città occorre riprendere ora un dialogo con il Comune, mentre dal punto di vista delle progettualità vanno ampliati i rapporti con il Cosilama per far sì che l’Ateneo e diventi il braccio operativo nella creazione di infrastrutture e non solo. Importanti anche i rapporti con la Regione, perchè la maggior parte dei fondi sono di natura regionale. Per crescere abbiamo bisogno di riprendere poi la politica di reclutamento per quel che riguarda il personale docente visto che ci sono tanti colleghi che hanno vinto i concorsi ma sono fermi al palo per il blocco delle assunzioni». Poi Trequattrini spiega la sua ricetta per migliorare nel campo della ricerca: «Occorre un’università imprenditoriale che sappia dialogare con il territorio, è importante che la ricerca venga finanziata da tutti gli attori che collaborano con l’Università per lo sviluppo del territorio. Per questo è giusto che sia il rettore stesso a interloquire con le istituzioni: è un settore strategico che potrà far crescere molto l’università».

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