Una normale giornata in sezione, porte aperte e discussioni tra detenuti. Si conoscono, si capiscono. A volte no, discutono e si animano. Altre volte ancora la furia cieca domina le menti, anche solo per pochi istanti, e provoca problemi e danni.

È quello che è accaduto domenica. Due detenuti della casa circondariale San Domenico hanno iniziato a parlare tra di loro, poi hanno cominciato ad alzare i toni.

Un alterco che ha visto un tunisino, poco più che trentenne, afferrare in un istante una lametta e sfregiare al volto il suo interlocutore, un italiano, pare, di origini ciociare. È stata solo la prontezza degli agenti della polizia penitenziaria a evitare che le conseguenze fossero ancora più gravi. Immediatamente è stato bloccato l’aggressore mentre la sua “vittima” è stata trasferita in ospedale.

Proprio qui, i medici del Santa Scolastica hanno dovuto applicare ben 15 punti di sutura: la ferita correva lungo tutta la guancia. Poco dopo è stato dimesso e riaccompagnato al San Domenico. Futili i motivi alla base della lite tra i due ospiti della casa circondariale.

Provvedimenti interni, intanto, per l’aggressore che nel recente passato si sarebbe reso protagonista di altre azioni “pericolose”, come l’incendio della sua stessa cella per protesta. Difficile anche la battaglia quotidiana delle forze di polizia penitenziaria all’interno di una struttura che presenta un sovraffollamento particolarmente alto. Quasi 300 detenuti che vivono in sezione, con le porte aperte durante il giorno, secondo le disposizioni dipartimentali, sotto massima osservazione e attenzione da parte degli agenti in sofferenza con i numeri del proprio organico.

Proprio loro, poco più di una settimana fa, sventarono il tentativo del figlio di un detenuto mentre provava a consegnare - durante un colloquio - quasi dieci grammi di cocaina al padre.

Bastarono alcuni movimenti strani e gli agenti riuscirono a cogliere il tentativo di passare la droga al genitore. Immediato l’arresto. Anche per il ragazzo si aprirono le porte del carcere.