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Sequestro di persona racconto choc

Il Tribunale di Cassino

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Sequestro di persona
racconto choc in aula

Cassino

«Non ho denunciato perchè avevo paura e non conoscevo la lingua. Avevo paura che lui potesse perdere il controllo. Non riuscivo a scappare, ma pensavo costantemente a come poter fare. Poi mi ha aiutato una connazionale. Mi ha dato una parte dei soldi, mi ha chiamato un taxi. E sono fuggita».
Un’udienza choc quella che si è tenuta ieri mattina nell’aula di Corte d’Assise di Cassino. A parlare la presunta vittima di un brutto caso di sequestro di persona, violenza sessuale, percosse e minacce.

Accuse mosse a un trentacinquenne di Colle San Magno, nei guai con la giustizia per aver rapito, secondo l’impianto accusatorio, la sua ex ragazza di Roccasecca portandola con la forza in Francia dove l’avrebbe costretta a subire anche reiterate violenze sessuali. Un processo in cui sono stati coinvolti anche il fratello dell’imputato (poi venuto a mancare) e due giovani di Roccasecca che avrebbero fornito il loro appoggio all’imputato durante il viaggio verso Lione. Le violenze si sarebbero consumate soprattutto in auto, tra Aquino e Colle San Magno. Poi ancora ad Arezzo, Lione e a Villeurbane - nell’abitazione di alcuni conoscenti dietro minacce di morte. Fino a che, nell’aprile del 2010, la ragazza sarebbe riuscita a sottrarsi alla “prigionia”: questo il racconto da brivido della giovanissima ascoltata per ore. L’aggiornamento al 6 ottobre è per il contro esame. Nel pool difensivo gli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola e Francesco Malafronte

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