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Università, un 2016 ricco di novità. Gli auguri della Cisl e l'auspicio di Cuzzi

Il segretario della Cisl Cuzzi con i dipendenti Uniclam e il rettore Betta

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L'allarme della Cisl-Università: "Contratto del personale con molti dubbi"

Cassino

"Il Governo cerca di distogliere l'attenzione sui gravi problemi del paese con le campagne promozionale sul quesito del referendario, dimenticando in primis quello del rinnovo del contratto per il lavoratori e le lavoratrici del Pubblico impiego".  A lanciare l'allarme è il segretario della Cisl-Università Francesco Cuzzi, che argomenta: "Appreziamo che negli ultimi giorni sono stati aumentati gli stanziamenti a 900 milioni di euro per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, che risultano insufficienti per un contratto che punta alla crescita e alla produttività".

La Federazione Cisl-Università sta cercando in ogni modo nelle sedi opportune di far revocare in parte il Decreto leglislativo n.150 del 27 ottobre 2009 (Brunetta); essa divide in tre fasce retributive il personale sul lato incentivante, cerca di concentrare al 25% del personale la parte variabile premiale la metà dell'attuale Fondo incentivante, e poi distrubuire l'altra metà del fondo fra il 50% degli organici e lasciare l'altro 25% senza risorse quindi a zero.

"Il decreto -prosegue Cuzzi - è stato tenuto da parte in conseguenza della crisi che ha investito il nostro paese, la quale ha congelato il pubblico impiego. Tutto ciò al cospetto di un perenne blocco del contratto nazionale che mette in preoccupazione l'intero settore, in particolare il Pa, che registrano una situazione economica reddituale più bassa in Europa.  L'obiettivo del Governo è quello di dar più valore al merito per aumentare la produttività. Negli ultimi tempi il Governo cerca di screditare il Pubblico impiego strumentalizzando il comportamento grave dello 0,4% dei lavoratori che hanno compiuto illeciti e che saranno puniti, cercando di gettare fango e discredito sul rimanente 99,6% che compie il proprio dovere al cospetto di tagli di risorse, chiusura di uffici, mancanza assoluta di un progetto in grado di assicurare un adeguato livello di servizi rispetto all'utenza".

A tal proposito Cgil, Cisl e Uil hanno inviato una missiva al ministro Madia nella quale hanno evidenziato: "Sono trascorsi diversi mesi dall’incontro di fine Luglio nel quale vi erano stati affidamenti sia sul fronte dell’avanzamento del confronto rispetto ai temi del rinnovo dei contratti pubblici, sia sul lavoro di redazione del nuovo Testo Unico sul lavoro pubblico oggetto di delega della Legge 124/15.Ad oggi non si è prodotta alcuna formalizzazione di nuovi incontri aventi per oggetto entrambi i temi, sebbene vi siano stati incontri informali in ARAN il cui esito non è ancora noto. Inoltre ci preoccupa l’assenza di qualsiasi riscontro, come da noi auspicato e sollecitato, sulla volontà ad orientarsi verso innovazioni della normativa contrattuale che regola le relazioni sindacali e sulla necessità di investire un adeguato e significato incremento di risorse da destinare al rinnovo dei contratti nazionali".

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