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Cibi sospetti e sporcizia. Chiuso un noto ristorante
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Cibi sospetti e sporcizia. Chiuso un noto ristorante

Cassino

Trentacinque chili di salumi, salsicce, carne e pane privi di alcuna tracciabilità e locali sporchi. Tanto da dover chiedere l’intervento di Nas e carabinieri. Ragnatele e sporco non rimosso da tempo: la situazione a cui si sono trovati a far fronte i militari del Nas di Latina coordinati dal comandante Santori e gli uomini del tenente Grio e del maggiore De Luca è risultata, almeno da un punto di vista igienico-sanitario, davvero drammatica.

I controlli sono scattati nell’ambito di predisposti servizi mirati a prevenire e perseguire reati contro l’igiene e la salute pubblica. Nel corso dell’ispezione effettuata ad un noto bar-ristorante della città martire, i militari hanno rilevato che i locali interni dell’esercizio commerciale presentavano «carenze igienico sanitarie, strutturali e gestionali (sporco grossolano non rimosso nel tempo, ragnatele sui pensili, scrostature della tinteggiatura e formazione di muffa sulle pareti), nonché 35 chili di derrate alimentari (salumi, salsicce, stinco, pane e carne surgelata) privi di elementi atti a garantire la rintracciabilità. In particolare i salumi erano privi di etichettatura, mentre il pane e la carne surgelata non risultavano essere stati sottoposti ad operazione di abbattimento della temperatura di autocontrollo».

Per le infrazioni rilevate la società che gestisce l’attività è stata sanzionata con un ammenda di 2000 euro, mentre i prodotti alimentari sono stati sottoposti a sequestro amministrativo. Il personale della Asl - Dipartimento di prevenzione servizio igiene alimenti e nutrizione - fatto intervenire a richiesta dei carabinieri, ha disposto l’immediata sospensione dell’attività di ristorazione, con esclusione dell’area bar.

Nelle ultime settimane i carabinieri di Cassino ed i colleghi del Nas hanno eseguito diversi blitz nei bar e nei locali del centro di Cassino.Due in particolare i locali perquisiti in cui è stata rilevata la mancata esposizione dei previsti cartelli di “divieto di fumare”.

Non solo. Diversi i prodotti sprovvisti delle indicazioni obbligatorie per i consumatori presenti nelle attività commerciali. E sono scattate pesanti sanzioni amministrative.

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