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Brogli elettorali. Partono le perizie calligrafiche
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Brogli elettorali. Partono le perizie calligrafiche

Cassino

Perizia calligrafica per i due indagati nell’ambito dell’inchiesta elettorale. La prima oggi, alle 11.30 per la segretaria del seggio 30, la seconda giovedì per il presidente. Ma a raggiungere la caserma di via Sferracavalli, nella giornata di oggi e per i medesimi accertamenti, saranno anche i quattro scrutatori (di cui uno rappresentato dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola) della stessa sezione.

Approfondimenti e comparazioni fondamentali per le indagini. Ad accomunare le oltre dieci schede “contraffatte” infatti ci sarebbe proprio l’elemento della grafia. Una mano unica che potrebbe aver indicato la preferenza al candidato consigliere non eletto “firmando” a nome - secondo il quadro investigativo fornito finora - di quegli aventi diritto al voto che dichiarano di non essersi mai recati al seggio mentre compaiono nei verbali con l’identificazione per conoscenza personale.

La perizia calligrafica fornirà elementi utili agli investigatori al fine di ricostruire il quadro che vede iscritti nel registro degli indagati il presidente e la segretaria del seggio 30. Un’iscrizione a garanzia, appunto, dell’indagato e necessaria per le attività istruttorie.

La segretaria della sezione 30, difesa dall’avvocato Antonio Fraioli, è stata già ascoltata tempo fa dagli inquirenti a sommaria informazione. Presto, invece, potrebbe essere interrogato anche il presidente del seggio, difeso dall’avvocato Benedetto Valerio del foro di Cassino e dal legale Antonio Rauzzino del foro di Avellino. Qualche giorno fa proprio loro hanno depositato una istanza rivolta al magistrato per dare la disponibilità a rendere l’interrogatorio al fine di contribuire a chiarire i fatti e dimostrare l’estraneità dell’assistito.

Continuano le indagini

Intanto, le indagini vanno avanti su più fronti. Qualche migliaio, ormai, le schede elettorali, visionate dagli uomini dell’Arma che continuano le verifiche sul materiale acquisito a fine settembre dalle stanze della prefettura. Qualche migliaio, a partire dal seggio numero 1, per fare piena luce sul voto del 5 giugno.

Sotto la lente degli investigatori anche e soprattutto i verbali di voto e, in particolare, la dicitura “persona conosciuta” che comparirebbe negli altri seggi per verificare se effettivamente si tratti di votanti oppure se, come nel caso di Sant’Angelo, sia un escamotage utilizzato per “regalare” qualche preferenza a nome di ignari cittadini. Ma al momento ogni discorso è prematuro e l’attività d’indagine, sulla quale vige il più assoluto riserbo, continua con solerzia.

Nel mirino la sezione 25

Gli stessi militari, guidati dal maggiore De Luca, stanno visionando pure i post di facebook apparsi nei giorni scorsi su diverse pagine a firma anche di rappresentanti di lista. Circostanziate alcune delle “anomalie”denunciate a piena voce sui social, in particolare nella sezione 25, come pure la volontà di raccontarle agli inquirenti. Ma il materiale è già sotto i riflettori dell’Arma che sta verificando la veridicità delle affermazioni e valutando eventuali approfondimenti.

I tempi

Un’indagine, quella sui presunti brogli elettorali, che tiene i cittadini con il fiato sospeso. Sarebbero poco più di dieci le schede “contraffatte” che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati delle due persone. Sui tempi, infine, legati all’attività d’indagine impossibile sbilanciarsi. Enorme la mole di lavoro e le verifiche sulle 23.223 schede del primo turno.

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