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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Veleni interrati, una petizione per la verità

Diverse le aree a rischio secondo gli ambientalisti che non si arrendono (Foto Alberto Ceccon)

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Veleni interrati, una petizione per la verità

Cassinate

Quattrocento firme in Procura per conoscere la verità. Per sapere se dietro quella percentuale così alta di decessi legati a neoplasie, una delle più alte sembrerebbe di tutto il Belpaese, sia connessa con quanto scoperto e denunciato dagli ambientalisti di Cassino che non intendono far abbassare i fari puntati su Cassino e Cassinate.

Edoardo Grossi che con Salvatore Avella hanno continuato a ispezionare zone a rischio, a invocare l’intervento degli organi inquirenti, a sensibilizzare la popolazione affinchè non si abbassi lo sguardo laddove si palesi un sospetto di interramento o di sversamento illegale, non si arrendono. E saper ottenere risposte occorrono 400 firme, non fanno di certo un passo indietro.
Gli ambientalisti sono pronti a chiedere conto a chi di dovere se è vero che in tutte le aree a rischio ci sia una contaminazione da rifiuti tossici e quando, nell’eventualità, si possa parlare di bonifica. Non solo. Gli ambientalisti chiedono alla magistratura di poter anche accertare eventuali responsabilità laddove le loro (temibili) ipotesi possano trovare un oggettivo riscontro nell’approfondimento delle indagini.

Ovviamente, sarebbe necessario anche interdire le zone a rischio per limitare i danni alla salute dei cittadini. Anche perchè, in molto casi, alcune delle località finite nella mappa dei siti “off-limits” risulterebbero proprio a ridosso di attività agricole o dedite alla pastorizia. Gli ambientalisti avevano già gridato allo scandalo. Avevano infatti aperto un vaso di Pandora segnalando lo scorso 24 giugno persino la presenza di mucche al pascolo tra i rifiuti, a cavallo tra Cassino e Sant’Elia.

E quella richiesta d’aiuto non era rimasta indifferente agli occhi del sindaco Cuozzo che aveva poi emanato una ordinanza di divieto di pascolo e coltivazione in quell’area, peraltro sottoposta ancora a sequestro, disponendo persino di allargare il raggio d’azione.

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