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Acque rosse, i carabinieri sequestrano l'intera area
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Acque rosse, i carabinieri sequestrano l'intera area

Cassino

Arrivano i sigilli ad un terreno finito alla ribalta delle cronache locali negli ultimi mesi. Ieri i militari della Compagnia di Cassino coordinata dal maggiore Silvio De Luca hanno transennato e sottoposto a sequestro un’area di circa 300mq nella periferia di Cassino.

Il terreno, che risulterebbe essere di un privato, era diventato famoso a seguito di segnalazioni di sversamenti di liquidi rossastri nelle acque adiacenti al campo e nel terreno circostante ad un piccolo canale parallelo ad una strada interpoderale, e proprio alcuni mesi fa i carabinieri in collaborazione con il personale del Comune e del consorzio di bonifica Valle del Liri, avevano individuato sull’area in questione la presenza di acque reflue, viscose e di colore rosso.

Successivamente alla scoperta, allo scopo di evidenziare le cause dell’inquinamento la squadra al lavoro aveva disposto la pulizia dell’area decespugliando la fitta vegetazione del terreno incolto e, seguendo un canale perpendicolare al primo, nel quale era stata rilevata la presenza di sostanze colorate, i militari sono riusciti ad individuare la sorgente che dava vita al piccolo ruscello, dalla quale sgorgava acqua visibilmente inquinata a causa della presenza di chiazze tipicamente d’olio e idrocarburi.

I successivi non facili accertamenti dovuti alla presenza di folta vegetazione, grazie anche all’ausilio del Gps in dotazione al Consorzio di Bonifica, hanno poi consentito di individuare le particelle dell’appezzamento di terreno, risalendo, quindi, all’attuale proprietario. In seguito alla ricostruzione operata con il personale del Consorzio di Bonifica, i militari hanno acquisito presso il comune di Cassino, il fascicolo contenente l’esito delle analisi che l’Arpa Lazio, su richiesta del Corpo Forestale dello Stato, effettuato alcuni mesi prima mediante campionamento dell’acqua presente nel canale principale.

Poiché dalle analisi in questione emergeva che le acque erano contaminate da sostanze riconducibili a rifiuti industriali (ferro e magnesio), e dato che erano le acque del canale secondario che sfociavano in quello principale ad essere chiaramente inquinate, d’intesa con il Procuratore della Repubblica di Cassino, Luciano D’Emmanuele con il P.M. Roberto Bulgarini, gli uomini del maggiore De Luca hanno sottoposto a sequestro preventivo l’area agricola di circa 300mq interessata dal fenomeno. Sono tuttora in corso indagini volte a verificare sia le cause che all’individuazione dei responsabili dell’inquinamento.

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