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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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La notte della cultura va in bianco

L’ultima edizione della notte bianca della cultura a Cassino

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La notte della cultura va in bianco

Cassino

La cultura va in... bianco! Nulla di fatto per la notte bianca che avrebbe dovuto segnare la fine dell’estate ma che a causa di polemiche e scarsa organizzazione non è riuscita ad andare in porto né il 17 settembre, ne tantomeno l’ultimo sabato del mese. E non è tutto. Molti commercianti lamentano anche il fatto che tutta l’estate è stata carente di iniziative, eccezion fatta per il festival beer. Nulla che ha invogliato i cassinati a restare e nulla che ha spinto i turisti a venire.

Una criticità che la città si trascina da anni e forse anche in questo vanno ricercate le cause delle “ragazzate”, degli adoloscenti “buttati” in piazza senza stimoli e senza che ci sia nessun evento culturale o sportivo a richiamare la loro attenzione. Il problema, dunque, è anzitutto di carattere sociale. Ma anche economico. Su questo tasto battono forte i commercianti che, constatata l’archiviazione anche di quella che poteva essere la festa di fine estate, mostrano tutto il loro scetticismo.

Il presidente di “Cassino Commercio”Maurizio Coletta, da sempre in prima linea su queste tematiche, argomenta: «In questi anni mi sono prodigato con organizzatori e associazioni per organizzare l’evento della notte bianca nel migliore dei modi, con passione e tenacia. Abbiamo condiviso questo progetto con persone che hanno dato l’anima pur di arrivare a creare evento di primaria importanza portando in città più di 25.000 persone dell’intero territorio della provincia: sono i risultati che contano.

Anche quest’anno - dice - abbiamo avviato con lo stesso spirito e con lo stesso entusiasmo le consultazioni per l’organizzazione ma dopo solo due riunioni ho capito che non esistevano i presupposti per andare avanti: grande confusione e tempi stretti per l’organizzazione. Posso solo dire non colpa dell’assessore al ramo, ma di persone che in questo campo non hanno nessuna capacità e che giravano solo per acquisire l’immagine dell’organizzazione (parlo di altri assessori), e questo è il risultato.

Io - prosegue - ritengo che in un momento come quello attuale dove troppe famiglie vivono situazioni di disagio economico e sociale, va data maggiore rilevanza a iniziative che mirano alla solidarietà e al bene comune. Con questo voglio dire che le colpe sono di tutti: commercianti e politica devono capire che tale eventi vanno costruiti con mesi e mesi di lavoro per dare a questa città il prestigio perso.

Naturalmente non verrà meno il nostro impegno per le prossime iniziative e del coordinamento delle associazioni e allo stesso modo diamo disponibilità solo se le cose hanno un senso logico e tanta chiarezza. I commercianti possono iniziare a pensare già per l’anno prossimo ma in maniera seria e consenso di proiezione futura, non dobbiamo solo criticare ma lavorare ed essere convinti di tutto quello che noi possiamo dare. Ho in mente tante iniziative ma non abbiamo il materiale umano per potere lavorare, per rilanciare il territorio occorrono tanti ma tanti sacrifici: onestamente penso di cedere il passo ad altri, perchè vedo una situazione drammatica tra i colleghi. Occorre una sveglia alla politica e agli imprenditori, altrimenti per questa città sarà la fine».

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