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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Baby bulli scatenati in centro, i residenti si lamentano

Foto d'archivio

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Baby bulli scatenati in centro, i residenti si lamentano

Cassino

Hanno poco più di tredici anni. In media fumano, anche spinelli, bevono e vivono una vita oltre i limiti. Non c’è nulla di poetico, artistico e anticonformista nei baby bulli che tengono in ostaggio il centro di Cassino con bestemmie, urla e a volte persino lanci di bottiglie. Non c’è la lotta della beat generation e di coloro che fecero di questa definizione una connotazione passata alla storia. Sono piccoli travestiti da adulti, ma delinquenti a tutti gli effetti.

Negli ultimi tempi ad imperversare, soprattutto in centro, sono gruppi di ragazzi al di sotto dei quindici anni. A contrastarli sono i residenti dei condomini che non ne possono più di rumori molesti e schiamazzi: “Non hanno più educazione - ha commentato una delle signore che occupa un palazzo che affaccia sulla piazza antistante l’Anagrafe - Quella scalinata, aperta, viene usata dai piccoli teppisti per bere e fumare. In molti passano le loro serate tra schiamazzi e persino bestemmie. Qualcuno in più di un’occasione si è persino abbassato i pantaloni, dando così uno spettacolo davvero indecente. Per questo mi faccio portavoce di una richiesta specifica: l’amministrazione deve provvedere a chiudere con un cancello o con una rete quella scalinata. Per prevenire il fenomeno. E per evitare pericoli anche per i ragazzi stessi. Ma le loro famiglie dove sono? I loro genitori cosa fanno?”.

Il problema si fa serio

I gruppetti di ragazzi si sono spostati. Da piazza Labriola, presidiata dai carabinieri per contrastare lo spaccio, hanno invaso la piazzetta antistante l’Anagrafe e le zone attigue. Non che siano tutti bulli, sia chiaro, ma il fenomeno è in crescita. E l’età si è notevolmente abbassata. Dopo alcuni episodi preoccupanti registrati all’uscita di scuola, con ragazzini taglieggiati dai loro coetanei, l’intervento della dottoressa Del Maestro era stato chiarissimo. E vale ora più che mai: “La prevenzione parte proprio dalle famiglie. Cassino e il suo hinterland non sono affatto estranei ai problemi del bullismo - aveva sottolineato la dottoressa Marisa Del Maestro, psicoterapeuta e coordinatrice delle attività di prevenzione di Exodus - Il disagio affonda spesso le proprie radici in quei contesti familiari dove scarsa è l’attenzione educativa dei genitori. Nella nostra ultima indagine, parlando di bullismo, il livello della città martire era equiparabile a quello del Lazio, con stime superiori al 22.8%. Ma nel frattempo la media sarà certamente aumentata. Con un test anonimo nelle scuole siamo stati in grado di stabilire che al primo posto tra i nostri studenti si attesta il cyber bullismo, molto più invasivo e feroce di quello che si crede. Purtroppo, però, comportamenti come quelli registrati ora fuori dalle scuole non mancano mai”.

 

 

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