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Birra dell’Abbazia, ok del Cosilam
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Birra dell’Abbazia, ok del Cosilam

Cassino

Una birra targata Montecassino? Perchè no! Il presidente del Consorzio di Sviluppo del Lazio Meridionale non boccia l’iniziativa, anzi appare propenso alla valorizzazione del brand. Ma Pietro Zola, al momento, parla però a titolo personale perchè come ammette lui stesso «sul progetto di Albaneta Farm e quindi del birrificio che dovrebbe sorgere nella zona industriale, non ci siamo mai confrontati in Cda».

Anzi, aggiunge il presidente del Cosilam: «Al momento non conosciamo affatto il progetto».

Un progetto, quello di Albaneta Farm, che sarà reso noto solo a fine settembre, ma dalle anticipazioni filtrate sta già facendo discutere e dividere la comunità in fazioni politiche: favorevole il centrodestra e molti imprenditori, contrari gli ambientalisti, il centrosinistra e tanti fedeli. Fuori dagli schemi l’architetto di fama Giacomi Bianchi che è stato chiamato per progettare nei minimi dettagli l’intera iniziativa.

E proprio Bianchi, in un video-anticipazione, ha rivelato un dettaglio molto interessante dell’intero progetto dell’Albaneta: «In uno dei capannoni dove venivano allevati i bovini si farà una distilleria artigianale per dare un certificato di nascita ad un brand che, se avesse successo, diventerebbe un brand conosciuto più di altre birre al mondo. Mi spiego: se il brand della birra dell’abbazia di Montecassino avesse fortuna potrebbe presentarsi la necessità di costruire un birrificio nella zona industriale di Cassino con conseguenti risvolti occupazionali. Il progetto della birra è importante, eventualmente, per gli esiti che potrebbe produrre nell’area industriale del Cassinate».

Tirata in ballo l’area industriale, il Cosilam non poteva restare in silenzio. E così il presidente Pietro Zola, pur evidenziando che il progetto al momento a lui sconosciuto, ha al contempo benedetto l’iniziativa: «Le promozioni e la valorizzazione delle nostre radici, storia e cultura, nonché il recupero di marketing per elaborazioni di brand, credo possano avere una ricaduta positiva e di crescita sul nostro territorio».

Musica per le orecchie di Danile Miri e della cordata di imprenditori che siglato un contratto di 15 anni con l’Abbazia per il progetto di Albaneta Farm che prevede tra le altre cose una fattoria didattica e in origine anche un ristorante con parte di ricavi che andrebbero al monastero benedettino.

E se i fedeli insorgono, molto più razionalmente il delegato di Confimprese Italia al commercio Maurizio Ghini, commenta: «Che ben venga qualsiasi progetto di qualità che sappia valorizzare il nostro territorio, arricchendolo di opportunità senza falsi moralismi la birra si può dire che sia stata inventata dai monaci! Onorare i caduti non significa abbandonare quei territori alle sterpaglie».

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